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Svizzera
Migliorano le prospettive di impiego
Keystone-ats
6 anni fa
Lo rileva l’ultimo barometro Manpower, anche se le prospettive rimangono più deboli rispetto allo scorso anno. Le aziende propendono per il telelavoro

Le prospettive d’impiego migliorano in Svizzera, rispetto a qualche mese or sono, ma rimangono più deboli di quanto fossero l’anno scorso: lo rileva l’ultimo barometro Manpower, che mette anche in luce la propensione delle imprese a favorire il telelavoro.

“I datori di lavoro hanno fiducia nella solidità del mercato interno”
A livello elvetico il 12% delle 452 aziende interrogate fra il 15 e il 28 luglio nell’ambito di un sondaggio intende assumere personale nel periodo ottobre-novembre, un analogo 12% punta a ridurre l’organico, il 72% non prevede cambiamenti e il 4% si astiene. Lo scarto fra le due prime posizioni è pari a zero: dopo la correzione delle variazioni stagionali la cosiddetta previsione netta sull’occupazione per il quarto trimestre 2019 risulta essere del +1%, informa in un comunicato odierno la multinazionale specializzata nelle risorse umane. Il dato è di 7 punti migliore dei tre mesi precedenti, ma di 4 punti inferiore nella comparazione annua. Nel terzo trimestre l’indicatore, sulla scia delle conseguenze della pandemia di coronavirus, aveva subito un crollo di 10 punti sui tre mesi e di 15 punti nei confronti del corrispondente periodo del 2019, scendendo al livello più basso da quando il parametro è stato lanciato nella Confederazione, vale a dire dal 2005.

“Nonostante le incertezze causate dalla situazione sanitaria in Svizzera e nella maggior parte dei paesi del mondo, i datori di lavoro elvetici dimostrano che possiamo avere fiducia nella solidità del mercato interno”, afferma Gianni Valeri, dirigente di Manpower Svizzera, citato nella nota. “Stiamo già assistendo a perdite di impieghi e a ristrutturazioni aziendali, ma i risultati della nostra indagine danno motivo di sperare che i tagli possano non essere così massicci come alcuni scenari hanno suggerito”.

Differenze tra regioni, Ticino il secondo peggiore
A livello regionale va sottolineato il dato del Ticino, pari a -2%, il secondo peggiore fra le sette grandi regioni analizzate (+12 punti rispetto al trimestre precedente, -7 punti sull’anno). È comunque in sensibile recupero rispetto al risultato di tre mesi or sono, il più negativo mai osservato nel cantone italofono in 15 anni di rilevamenti.

Ancora più in rosso è la zona della Svizzera Nord Occidentale (-5%), che comprende Basilea, e un’atmosfera negativa aleggia ancora anche nella regione del Lemano (-1%). Migliore si presenta la situazione nella Svizzera Orientale (+2%), in cui si inseriscono i Grigioni, nella Svizzera Centrale (+3%), a Zurigo (+6%) e nell’Espace Mittelland (pure +6%).

Il settore dove il pessimismo è più marcato è quello manifatturiero (-5%), seguito da ramo alberghiero e della ristorazione (-3%), costruzione (-3%), commercio (-3%). In contro tendenza sono i servizi finanziari e legati alle imprese (+3%).

Interessante, anche in ottica ticinese, è lo sguardo al di là della frontiera: la previsione netta sull’occupazione è positiva in Francia (+3%) e Germania (+2%), mentre è negativa in Italia (-1%), e Austria (-1%). Andando più lontano, vanno osservati con attenzione i valori di Stati Uniti (+14%) e Cina (+4%). In cima alla classifica figura Taiwan (+20%). Lanciata oltre 50 anni or sono negli Stati Uniti, l’indagine di Manpower si è estesa nel frattempo a 43 paesi e territori.

I datori di lavoro sono stati peraltro anche interrogati sulla situazione legata alla pandemia. In Svizzera il 26% di loro si aspetta di tornare a un’attività di assunzione simile a quella del 2019 e degli anni precedenti entro la fine dell’anno, ma il 39% ritiene che la loro impresa non ritroverà mai i livelli pre-Covid-19.

Il telelavoro fa breccia
Il campione è stato interrogato anche sulle conseguenze della crisi in relazione alla scelta della modalità di lavoro. Il 57% delle aziende prevede di offrire ai propri dipendenti la possibilità di lavorare a distanza per una parte del loro tempo, una quota assai maggiore del 39% riscontrato nella media mondiale. Il 17% dei datori di lavoro elvetici prevede addirittura di dare ai propri team la possibilità di svolgere il 100% del loro lavoro a domicilio.

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