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Svizzera
Migliaia di studenti in piazza per il clima
Migliaia di studenti in piazza per il clima
Migliaia di studenti in piazza per il clima
Redazione
8 anni fa
I giovani chiedono di prendere sul serio l'emergenza climatica: "Non c'è tempo per andare a scuola, bisogna agire subito"

Migliaia di scolari, apprendisti e studenti sono scesi in strada in una quindicina di città svizzere per un nuovo "sciopero del clima". Chiedono che le emissioni di gas serra siano ridotte a zero entro il 2030 e che venga dichiarata l'emergenza climatica.

"Non c'è tempo per andare a scuola, dobbiamo agire subito", si legge in un volantino distribuito al liceo di Bienne (BE). "Non c'è motivo di andare in classe fintanto che coloro che devono prendere le decisioni non agiscono", si legge in una nota diffusa dai promotori di questo movimento che si definisce "autonomo, orizzontale" e non di parte.

I giovani attivisti per il clima considerano "imbarazzante" il dibattito sulla legge sul CO2 in corso in Parlamento. "Mentre l'ambiente intorno a noi va in rovina, la Svizzera preferisce pagare, pur di non rispettare alcune semplici regole dell'accordo di Katowice (in Polonia, dove si è svolta la 24esima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, ndr)", scrivono in un post su Facebook.

Oltre 8000 giovani solo a Losanna

Dopo la prima manifestazione del 14 dicembre a Zurigo, ragazze e ragazzi sono scesi in strada anche a Basilea, Berna Bienne e San Gallo. Oggi l'ondata ha raggiunto anche Lucerna, Zugo, Baden (AG), Aarau e Coira, come pure Ginevra, Losanna, Neuchâtel, Friburgo, Sion e il Giura. 

Secondo quanto riportato a Keystone-ATS da un portavoce della polizia municipale, a Losanna sono addirittura oltre 8000 i giovani in formazione radunatisi in centro per sfilare, scandendo slogan come "no all'inquinamento, sì all'ecologia". Il numero è nettamente al di sopra delle attese, se si pensa che erano ipotizzati 6000 dimostranti, considerando l'insieme delle città teatro delle azioni di malcontento.

Eloquenti i numerosi cartelloni branditi dalla folla, che hanno ad esempio preso di mira il nucleare e affrontato temi come l'innalzamento del livello degli oceani. "Salvare la Terra non è domandare la Luna" e "Non c'è un pianeta B" recitavano alcune delle scritte apparse. In molti hanno raggiunto la manifestazione alla pausa delle 10, abbandonando il proprio liceo o scuola professionale, per ritrovarsi nei pressi della stazione del capoluogo vodese. Tra i sostenitori illustri vi è da annoverare il premio Nobel del 2017 per la chimica Jacques Dubochet. "I giovani non possono aspettare, è la loro vita e non la lasceranno a nessuno", ha scritto sul "Journal de Morges".

L'evento ha riscontrato minor successo a Zurigo. Stando agli organizzatori, gli studenti riunitisi davanti all'edificio centrale del Politecnico federale si aggiravano intorno alle 2000 unità. Questa stima è però contestata dalla polizia, che ha contato solo qualche centinaio di partecipanti. Il corteo ha attraversato la città per concludersi in riva al lago. Si tratta del terzo "sciopero" del genere a Zurigo, dopo quelli del 14 e 21 dicembre. Le assenze da scuola non saranno condonate, ma verranno conteggiate.

In Ticino il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha deciso di sostenere la manifestazione. Al Liceo di Lugano 2 è stato affisso uno striscione contro il riscaldamento climatico e l'inefficienza delle strategie politiche sul tema. 

Tolleranza zero a San Gallo

Le conseguenze sulle lezioni hanno costretto le autorità scolastiche a prendere posizione. Alcuni cantoni non vedono infatti di buon occhio le assenze collettive degli scioperanti. Dopo due venerdì di manifestazioni, il Dipartimento dell'educazione del canton San Gallo ha avvertito con una nota gli allievi che una "nuova partecipazione allo sciopero non sarà tollerata" e sarà considerata come assenza ingiustificata.

L'avvertimento ha suscitato le reazioni contrastanti dei partiti. I giovani Verdi di San Gallo si dicono "stupefatti" per l'annuncio e parlano di una forma di "repressione controproducente". Il gruppo PLR nel parlamento cantonale chiede invece più fermezza per quella che considera una campagna orchestrata da "organizzazioni nazionali", come i movimenti giovanili del PS e dei Verdi.

Anche altri cantoni hanno fatto proprio l'approccio di San Gallo. Le assenze degli allievi saranno considerate come quelle che si registrano in una giornata normale, dichiara Simon Thiriet, portavoce del Dipartimento dell'istruzione di Basilea Città. Ciò sarebbe nell'interesse degli stessi scioperanti: "Altrimenti che sciopero sarebbe", aggiunge, non senza una certa ironia, il portavoce.

Il movimento arrivato dalla Svezia

All'origine del movimento vi è una militante svedese di 16 anni, Greta Thunberg, che ogni venerdì non si presenta in classe per protestare contro le lacune dell'attuale politica climatica. L'adolescente è  attesa al Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR).

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