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Svizzera
Micheline Calmy-Rey vuole un'azione penale
Redazione
15 anni fa
Per la vicenda Svizzera- Libia parla Micheline Calmy-Rey: "I colpevoli devono essere portati davanti a un tribunale"

Micheline Calmy-Rey auspica un'azione penale in Svizzera per la vicenda degli ostaggi svizzeri trattenuti in Libia. I colpevoli devono essere portati davanti a un tribunale, afferma la ministra degli esteri elvetica in interviste pubblicate oggi dai domenicali "Sonntag" e "NZZ am sonntag". "Potrei immaginarmi l'avvio in Svizzera di un procedimento penale per chiarire le circostanze del sequestro di Max Göldi e Rachid Hamdani nell'autunno 2009 e condurre i colpevoli davanti a un giudice", afferma la consigliera federale. "La situazione per noi è radicalmente cambiata: i due ostaggi sono di nuovo a casa, l'ambasciata svizzera a Tripoli è chiusa e non può più essere attaccata come è già successo. Oggi siamo di nuovo liberi nelle nostre azioni", prosegue la ministra. Il 18 settembre 2009 i due svizzeri, già bloccati a Tripoli dal 19 luglio 2008 come ritorsione per il breve arresto a Ginevra di Hannibal Gheddafi, figlio del leader libico Muammar, erano stati convocati e posti in detenzione per 53 giorni "in un luogo sicuro" tenuto segreto. Le autorità libiche si erano giustificate adducendo un possibile tentativo di liberazione da parte svizzera. La Svizzera ha già preso una serie di misure, ricorda Micheline Calmy-Rey: Berna ha sospeso il 21 febbraio i lavori preparatori in vista dell'istituzione del tribunale arbitrale concordato con la Libia per statuire sull'arresto di Hannibal Gheddafi. Berna ha inoltre bloccato gli eventuali averi del clan Gheddafi in Svizzera. Da venerdì vige infine il divieto d'ingresso per 16 personalità libiche menzionate nella lista delle sanzioni dell'Onu. ATS

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