
Temi legati alle relazioni bilaterali e questioni di politica internazionale, oltre al caso UBS, saranno evocati nell'incontro previsto venerdì a Washington fra Micheline Calmy-Rey e la sua omologa americana Hillary Clinton. Lo ha indicato all'ATS il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Non è prevista per ora alcuna conferenza stampa e un incontro con Barack Obama non è in programma. Ad essere discussa sarà sicuramente la questione del recente accordo riveduto di doppia imposizione che riprende gli standard dell'OCSE, parafato dai due paesi il 19 giugno scorso. Il testo, come le altre 11 convenzioni rivedute, deve ancora essere firmato e ratificato. Parlamento e popolo avranno l'ultima parola in merito. L'8 luglio scorso, durante una visita a Washington, la consigliera federale Doris Leuthard aveva legato l'accettazione di questo testo al dossier UBS, come già aveva fatto a fine aprile il suo collega di governo Hans-Rudolph Merz. La questione che si pone ora è quella di sapere se il Parlamento svizzero accetterà il nuovo accordo senza che la diatriba fra la banca e il fisco americano sia risolta, aveva indicato la ministra dell'economia Leuthard, precisando tuttavia che non si trattava di una minaccia. Anche il conflitto Israelo-Palestinese sarà certamente evocato venerdì. Una delegazione dell'organizzazione palestinese Hamas ha recentemente incontrato in Svizzera alcuni rappresentanti del DFAE ed esperti dell'International Crisis Group, suscitando le ire di Israele. Lo stato ebraico, L'Unione europea (UE) e gli Stati Uniti considerano Hamas un'organizzazione terrorista. Per Micheline Calmy-Rey invece, il movimento islamista che da due anni controlla la Striscia di Gaza è "un attore importante che non può essere ignorato nella prospettiva di una risoluzione del conflitto israelo-palestinese". La diplomazia elvetica difende l'"Iniziativa di Ginevra" presso l'amministrazione Obama dato che Berna considera questo piano di pace, adottato nel 2003 nella città di Calvino, in grado di offrire prospettive di rilancio dei negoziati fra israeliani e palestinesi. Micheline Calmy-Rey ha ricevuto alla fine di giugno Yossi Beilin e Yasser Abbed-Rabo, che sono all'origine dell'"Iniziativa di Ginevra". Nell'incontro sono stati discussi i lavori portati avanti negli ultimi mesi sugli annessi del testo. Il 7 luglio scorso, governo americano e UBS hanno ottenuto un rinvio del processo contro la banca. La prima udienza è stata aggiornata al 3 agosto prossimo per permettere alle parti di trovare un accordo extragiudiziale. Nel caso UBS, ne va "della sovranità della Svizzera", ha rilevato Micheline Calmy-Rey. "Vogliamo che le nostre leggi siano rispettate", ha dichiarato, facendo riferimento alla legislazione sul segreto bancario. Calmy-Rey e Clinton, che si erano già incontrate una prima volta il 6 marzo scorso a Ginevra, si erano dette concordi sulla necessità di evitare un'ulteriore escalation per quanto riguarda il caso UBS. "E' nell'interesse comune di Svizzera e Stati Uniti di evitare qualsiasi escalation. L'UBS occupa negli Stati Uniti 30'000 persone, la maggior parte a New York, e le sue difficoltà potrebbero ripercuotersi negativamente sul sistema finanziario internazionale", aveva allora dichiarato la responsabile del DFAE. ATS
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