
Il 12enne Boris, attualmente in cura presso la Clinica psichiatrica universitaria di Basilea, in un’intervista pubblicata oggi dal Blick ha raccontato delle aggressioni subite durante il suo ricovero. Il ragazzino di origine bielorussa, ricordiamo, era balzato suo malgrado agli onori della cronaca d’Oltralpe per gli alti costi delle sue terapia: 85'000 franchi al mese durante il suo periodo di ricovero presso l’Ospedale di Zurigo e 43'000 per la sua permanenza nella struttura basilese.
Boris può ora beneficiare di un giorno libero da trascorrere con sua madre, la signora Tatsiana Zahner, che in una precedente intervista al quotidiano zurighese aveva parlato di una paziente che aveva tentato di strozzare suo figlio. Una ricostruzione in seguito confermata dagli inquirenti, tanto che la donna è stata trasferita in un’altra struttura e risulta attualmente indagata.
Boris ha raccontato di essere il bersaglio prediletto degli scherzi, se così si possono definire, degli ospiti più anziani della struttura. “Mi risvegliavo con delle scritte sulla faccia. Una croce uncinata oppure le iniziali BL (che stanno per 'Big Loser') disegnate a pennarello".
“Mi piacerebbe fare il poliziotto – ha confidato Boris, che presso la struttura psichiatrica frequenta delle lezioni di due ore al giorno - Ma temo di essere rimasto un po’indietro”.
La madre, che rischia pure l'espulsione, non si arrende e continua a battersi per riavere suo figlio a casa con lei. “È rinchiuso con criminali veri…”
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