
Dopo che nelle scorse settimane era finita nel mirino dei media e del Ministero pubblico della Confederazione per la sua apparizione in un dibattito andato in onda su ARD, Nora Illi passa al contrattacco.
In un’intervista rilasciata al portale "Meedia.de", la responsabile delle questioni femminili del Consiglio centrale islamico svizzero si scaglia contro le autorità elvetiche e contro i media: “I media mi fanno passare per un’estremista. Dopo la trasmissione sono stati travisati i fatti: io e il CCIS abbiamo condannato l’ISIS ma nessuno ne ha parlato”.
“Con i loro articoli i media contribuiscono al clima di islamofobia – ha accusato Nora Illi – In qualità di responsabile delle questioni femminili per il CCIS mi voglio impegnare in favore delle giovani donne musulmane affinché non cadano nella rete dello Stato islamico”.
Sul caso Nora Illi si era interessato anche il Ministero pubblico della Confederazione, che aveva messo in guardia l’emittente tedesca sulle posizioni estremiste della moglie del portavoce del CCIS Qaasim Illi. Un’ “ingerenza” che la stessa Illi non ha gradito: “Sono andati oltre le loro competenze, valuteremo un’azione legale”.
Azione legale che dovrebbe riguardare anche il quotidiano tedesco "Bild", che la scorsa settimana aveva pubblicato in prima pagina una fotografia di Nora Illi senza velo, prima della conversione della ragazza svizzera all’islam. “Una persona si copre il volto da diversi anni e vede pubblicata in prima pagina una simile fotografia: è inaccettabile, lede i diritti personali e andrebbe perseguita”.
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