
Secondo un sondaggio, il 51% degli svizzeri ritiene che il parlamento dovrebbe richiedere solo la maggioranza del popolo per il pacchetto di accordi con l'UE. Solo il 39% è del parere che sia necessaria anche la maggioranza dei Cantoni. Il 9% non ha espresso alcuna opinione in merito. Secondo il sondaggio rappresentativo di 1'002 intervistate condotto da Demoscope tra il 16 e il 26 ottobre nella Svizzera tedesca e romanda per il portale online Infosperber, di cui dispone l'agenzia di stampa Keystone-ATS, le differenze riguardano soprattutto il sesso, la regione e il livello di istruzione.
Le differenze tra regioni, genere e istruzione
Mentre il 53% degli intervistati della Svizzera tedesca ritiene che sia sufficiente un referendum facoltativo, che richiede unicamente la maggioranza del popolo, in Romandia la percentuale è del 45%. Per quanto riguarda il sesso, è di tale avviso il 56% degli uomini e il 46% delle donne. Quasi due terzi delle persone con un livello di istruzione superiore ritengono che basti la maggioranza semplice. Tra gli intervistati con un diploma di scuola dell'obbligo o un'istruzione media, la percentuale è solo del 44%.
Le Camere federali decideranno: maggioranza del popolo o dei cantoni?
Il Consiglio federale intende trasmettere il messaggio al parlamento nel primo trimestre 2026. In seguito inizieranno i dibattiti. Le Camere federali decideranno se per l'approvazione del pacchetto di accordi sia sufficiente la maggioranza del popolo o se sia necessario ottenere anche quella dei Cantoni. La votazione popolare si terrà al più presto nel 2027. Il pacchetto di accordi entrerà in vigore non prima del 2028, a seconda della decisione parlamentare e dell'esito del referendum. Le trattative con l'UE si erano concluse nel 2024. In giugno il Consiglio federale ha approvato i testi degli accordi negoziati ed avviato la procedura di consultazione, che si è conclusa ieri. Il pacchetto di accordi mira a stabilizzare e sviluppare ulteriormente le relazioni della Svizzera con l'UE.

