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Svizzera
Menznau (LU): autore sparatoria morto per suicidio o incidente
Redazione
13 anni fa

L'uomo che ha ammazzato tre colleghi e ne ha feriti altri sei il 27 febbraio, in una sparatoria nella fabbrica Kronospan in cui lavorava a Menznau (LU), apparentemente non è stato ucciso da un altro dipendente. Lo svizzero d'origine kosovara è morto accidentalmente o per suicidio, con un colpo alla testa, hanno indicato oggi la polizia e il ministero pubblico in una conferenza stampa a Lucerna. Secondo le autorità, l'uomo ha sparato almeno 18 colpi con una pistola, ricevuta dal fratello, e di cui era in possesso illegalmente. Il 42enne aveva inoltre con sé un revolver carico, acquistato legalmente da un privato, e munizione per entrambe le armi. Il movente resta poco chiaro. Dalle indagini finora condotte è emerso che l'uomo potrebbe aver sofferto di disturbi psichici, ha dichiarato la procuratrice pubblica Nicole Belliger. Alcuni dei 41 interrogati hanno indicato che il 42enne teneva monologhi e scoppiava improvvisamente a ridere. Le autorità hanno richiesto una perizia forensico-psichiatrica. Quanto allo svolgimento esatto dei fatti, il capo della polizia giudiziaria Daniel Bussmann ha indicato che l'uomo ha iniziato a sparare alle 9.06. Dapprima ha ucciso due persone e ne ha ferita una - poi deceduta in ospedale - negli spazi davanti della mensa per i non fumatori, poi ne ha ferite altre cinque all'interno. Le vittime sono due uomini, tra cui un campione di lotta svizzera, e una donna. Uno dei colleghi che si trovavano all'interno è riuscito a colpirlo con una sedia. Ne è seguita una colluttazione ed entrambi sono caduti a terra. Nel frattempo sono stati uditi spari. Il 42enne non si è più mosso, ha spiegato Bussmann. Un altro collega ha tirato un'altra sedia sulla schiena dell'aggressore. Alcuni dei complessivamente 17 presenti hanno quindi legato l'uomo e gettato dalla finestra la pistola che teneva ancora in mano. Due dei feriti, entrambi con lesioni alla testa, si trovano tuttora in ospedale e non sono in grado di essere interrogati. Lo sparatore è morto per un proiettile alla testa. Non ci sono indicazioni che altre persone abbiano sparato. Dev'essere stato dunque lui stesso ad esplodere il colpo mortale, ma non si sa se accidentalmente o con l'intento di togliersi la vita, ha detto la Belliger. Nonostante non ci siano indicazioni di un intervento diretto di terzi, come di consueto la procura ha aperto un'inchiesta penale preliminare, che riguarda le persone coinvolte nella fase finale degli eventi. Cresciuto in Kosovo, dopo aver abbandonato la scuola media l'uomo ha lavorato nella fattoria dei genitori. Nell'agosto 1991 è giunto in Svizzera come richiedente l'asilo, dieci anni più tardi è stato naturalizzato con la procedura agevolata, avendo sposato una conterranea che già aveva il passaporto rossocrociato. Padre di tre figli, lavorava alla Kronospan dal 1999. Nel 1998 il 42enne era stato condannato per rapina, tentato furto e danneggiamento: il 25 ottobre 1995 aveva tentato di rubare la cassa di una cabina telefonica, poi aveva strappato la borsetta a una donna, dopo averla aggredita facendola cadere a terra. Gli inquirenti hanno anche spiegato che l'uomo non rischiava il licenziamento e non era nemmeno stato obbligato a prendere ferie. Essi non sono neppure a conoscenza di minacce proferite dallo sparatore, che al momento dei fatti non era sotto l'influsso di alcol, droghe o altre sostanze. ATS

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