Cerca e trova immobili
Salute
Meno sale negli alimenti? L'industria alimentare dice no
© Shutterstock
© Shutterstock
Keystone-ats
4 anni fa
Dopo il fallimento delle trattative, la Confederazione sta valutando la possibilità di imporre alle aziende una riduzione della quantità di sale nei prodotti. “È importante che la popolazione si abitui a mangiare meno salato”.

La Confederazione voleva concordare con l'industria misure di riduzione del contenuto di sale negli alimenti preparati, in particolare zuppe e condimenti per insalata. Ma le trattative sono fallite.

Si valuta la possibilità di imporre alle aziende una riduzione

Una portavoce dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (Usav) ha confermato oggi all'agenzia di stampa Keystone-Ats la notizia pubblicata dalla "Sonntagszeitung". "Sono stati proposti obiettivi di riduzione, ma purtroppo non sono stati sostenuti dall'industria", ha dichiarato Liliane Bruggmann, responsabile del settore alimentare all'Usav, al domenicale. La Confederazione sta valutando ora la possibilità di imporre alle aziende una riduzione. L'Usav non ha ancora stabilito per quali prodotti tali misure sarebbero sensate e fattibili e intende analizzare le norme e i regolamenti che hanno funzionato all'estero.

“È importante che la popolazione si abitui a mangiare meno salato”

Il sale esalta il gusto degli alimenti e i consumatori potrebbero non apprezzare i prodotti con un contenuto ridotto. Per questo i produttori hanno proposto di sostituire parte del cloruro di sodio con cloruro di potassio. Per l'Usav invece è importante che la popolazione si abitui a mangiare meno salato. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, l'ideale sarebbe circa 5 grammi di sale al giorno, mentre gli svizzeri ne consumano più di 9 grammi pro capite. Troppo sale può avere un effetto negativo sulla pressione sanguigna e portare a malattie cardiovascolari.

I tag di questo articolo