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Svizzera
Meno rifugiati in Svizzera, ma l'allerta rimane
Meno rifugiati in Svizzera, ma l'allerta rimane
Meno rifugiati in Svizzera, ma l'allerta rimane
Redazione
9 anni fa
Per la Segreteria di Stato della migrazione la situazione in Europa resta tesa e può cambiare rapidamente

L'allerta migranti rimane nonostante il calo delle domande di asilo in Svizzero. Lo ha affermato il segretario di Stato alla migrazione (SEM) Mario Gattiker, precisando che "la situazione in Europa rimane tesa e può cambiare rapidamente".

La SEM ha chiesto ai Cantoni di mantenere un numero sufficiente di strutture d'accoglienza, ha indicato Gattiker in un'intervista pubblicata sul "SonntagsBlick". Ci sono ancora molti rifugiati e sfollati da Paesi come Libia, Turchia o Siria. La pressione migratoria rimane forte e il numero di richiedenti asilo in Svizzera potrebbe nuovamente aumentare considerevolmente.

Il segretario della SEM ha inoltre citato diversi fattori per spiegare il calo attuale: "Noi trattiamo rapidamente le richieste di coloro che non possono pretendere la nostra protezione e questo è ormai noto", ha sottolineato.

Inoltre, la rotta dei Balcani è attualmente chiusa. Da questa estate la missione europea "Sophia" e i guardacoste libici riescono a individuare e fermare meglio i passatori prima che arrivino alle coste italiane e libiche.

Posti sovraffollati, sporchi, senza ventilazione, umiliazioni e violenze: le condizioni di detenzione nei campi profughi libici sono state fortemente criticate e Gattiker riconosce che la situazione preoccupa la Confederazione: "è necessario che questo cambi", ha rilevato, accennando a un incontro previsto a novembre tra vari Stati: "Sotto la guida della consigliera federale Simonetta Sommaruga, i ministri europei discuteranno di queste tematiche con rappresentanti dei paesi africani".

Per quanto riguarda il rischio che alcuni rifugiati possono rappresentare per la sicurezza interna della Svizzera, Gattiker ha voluto rassicurare: per i paesi a rischio il Servizio delle attività informative della Confederazione esamina sistematicamente i dati forniti dalla SEM con l'obiettivo di stabilire la pericolosità della persona in questione, ha spiegato il segretario della SEM.

Sul caso di Abu Ramadan, l'imam di Bienne (BE) accusato di essere un predicatore di odio, Gattiker ha ribattuto: "purtroppo casi del genere esistono. È però chiaro che il terrorismo, l'odio e la discriminazione razziale sono inaccettabili e devono essere sanzionati".

Gattiker ha inoltre indicato che la SEM ha deciso di revocare l'asilo e ritirare a Ramadan lo status di rifugiato poiché si sarebbe recato più volte al suo paese. Quest'ultimo ha fatto ricorso contro la decisione.

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