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Svizzera
Meno lavoro per una vita più sana
Foto Chiara Zocchetti
Foto Chiara Zocchetti
È quanto sostiene Unia, affermando che in Svizzera si lavori troppo rispetto alla media europea

Meno ore di lavoro per una vita meno stressata e di conseguenza più sana. È quanto sostenuto da Unia durante l’Assemblea dei delegati e delle delegate del sindacato. Tra i temi trattati ci si è soffermati soprattutto sulla riforma AVS e sul prolungamento della vita lavorativa.

In Svizzera si lavora troppo

In generale il sindacato ritiene necessaria una riduzione delle ore di lavoro, sostenendo che in nessun Paese europeo si lavora così a lungo come in Svizzera, e che “in media, gli occupati lavorano attualmente 41,7 ore alla settimana per un impiego a tempo pieno, un valore che per decenni non ha subito variazioni di rilievo, mentre l’intensità e il ritmo del lavoro aumentano costantemente”. Le conseguenze sarebbe un aumento di malattie legate allo stress, che porterebbe l’esclusione dal mercato del lavoro.

Un sistema sostenuto dai partiti borghesi

Il sindacato accusa i politici borghesi e i loro alleati in Parlamento di favorire questo sistema, richiedendo una sempre maggior flessibilità sulla legge sul lavoro, oltre ad un aumento dell’età pensionabile.

“Sostengono che è tutto per il bene dei lavoratori,” si legge nel comunicato “che ora potranno finalmente svolgere il loro secondo o terzo lavoro in piena notte o la domenica pomeriggio, invece di essere ostacolati da rigidi vincoli legali. E potranno lavorare fino a 67, 68 o anche 70 anni, invece di andare in pensione dignitosamente dopo una lunga vita dedicata al lavoro. Ci attende un futuro radioso.”

Più tempo per vivere anziché per lavorare

I delegati e le delegate Unia sostengono dunque una drastica riduzione delle ore di lavoro, con piena compensazione salariale per i redditi medio-bassi. È stato inoltre dichiarato che se ve ne fosse la necessità, il sindacato provvederà a lanciare un referendum per opporsi all’innalzamento dell’età pensionabile.

“Le malattie professionali diminuiranno. Le donne saranno liberate dalla trappola del lavoro a tempo parziale. L’ambiente e il clima saranno sgravati. È infatti anche comprovato che le persone consacrano il tempo libero guadagnato dapprima ai loro prossimi e alla cura di sé stessi, e ciò riflette in che misura questi aspetti siano trascurati nell’attuale regime orario”.

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