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Svizzera
Meno incidenti gravi con la patente in prova
Redazione
13 anni fa
Dal Nazionale giunge però la proposta di abolire i corsi obbligatori di perfezionamento alla guida

Dal 2005, ossia da quando è stata introdotta la licenza di condurre in prova e i corsi di perfezionamento alla guida, si è assistito a una diminuzione marcata - oltre il 10% - di incidenti stradali con esito grave o mortale provocati da giovani neopatentati. È quanto indicava l'Upi nel suo rapporto del novembre scorso, da cui risultava che il timore delle sanzioni (minaccia di un ritiro della patente in prova) sembrava funzionare. Più sfumato il giudizio sui corsi di perfezionamento alla guida, per i quali si prevedono cambiamenti. L'idea di limitare i corsi di perfezionamento alla guida per giovani conducenti a coloro che hanno commesso infrazioni gravi durante il periodo di prova di 3 anni, come auspica una mozione del PLR adottata giovedì scorso dal Nazionale (109 voti a 75 e 8 astenuti), ha suscitato perplessità tra gli addetti ai lavori. Mentre il Touring Club svizzero (TCS) considera inopportuna un'eventuale soppressione in blocco dell'obbligatorietà, l'Associazione Svizzera dei Maestri Conducenti giudica il voto "incomprensibile e poco ponderato". L'Ufficio prevenzione infortuni (UPI) auspica che almeno un corso, sui due previsti, venga mantenuto. Stando al consigliere nazionale Christian Wasserfallen (PLR/BE), che ha difeso la mozione in aula, nel rapporto del novembre 2012 pubblicato dall'Upi sulla "Formazione 2-fasi" introdotta nel 2005 per diminuire gli incidenti tra i giovani (tra le categorie più a rischio, n.d.r), gli esperti giungono a conclusioni "devastanti" per quanto riguarda l'efficacia dei corsi obbligatori di perfezionamento alla guida che i neopatentati devono assolvere nei tre anni che seguono l'ottenimento della licenza di condurre in prova. Per il consigliere nazionale bernese, che cita alcuni passaggi del documento, tali corsi - che rappresentano un costo non indifferente che si avvicina agli 800 franchi - non avrebbero alcun effetto evidente sullo stile di guida. Dall’Upi rispondono che si dovrà passare per una riforma del sistema attuale, anche se la cancellazione del programma a due fasi non è desiderabile. Per il responsabile per la sicurezza stradale del TCS Jean-Marc Thévenaz, "sopprimere in blocco la formazione due fasi sarebbe inopportuno e precipitato". "Siamo coscienti - ha dichiarato all'ats - del costo non indifferente di questi corsi obbligatori. Tuttavia tale spesa va messa in relazione anche col miglioramento costante della sicurezza stradale e con i costi generati da un incidente che spesso, come indicano le statistiche, vede coinvolti giovani guidatori". Più dura invece la posizione dell'Associazione Svizzera dei Maestri Conducenti sulla mozione. In una nota diffusa dopo l'approvazione dell'atto parlamentare, l'organizzazione ha rimproverato al Nazionale di condurre una politica "degna di un western" e definito la decisione "incomprensibile e poco ponderata". Se poi il Consiglio degli Stati dovesse allinearsi alla mozione, precisa il comunicato, la Confederazione dovrebbe indennizzare gli organizzatori di questi corsi che non potrebbero più ammortizzare gli investimenti per svariate dozzine di milioni di franchi. Per Moreno Volpi, portavoce del TCS - associazione leader in Svizzera per quanto riguarda l'offerta di corsi di perfezionamento, - "l'impatto economico di un eventuale cambiamento legislativo in merito alla formazione dei conducenti è da relativizzare visto che l'investimento è sì importante, ma non proprio redditizio". A suo avviso, ogni modifica in questo settore deve avvenire in modo bilanciato e non precipitato. "Gli effetti positivi di questo percorso formativo si manifestano sul lungo termine; il fatto che negli ultimi 20 anni vi sia stata un'importante diminuzione degli incidenti stradali dimostra che non tutto quanto è stato fatto nella sicurezza stradale è sbagliato". Ad ogni modo, il TCS è aperto alle discussioni per quanto attiene ai corsi di perfezionamento e ad eventuali c

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