Cerca e trova immobili
Svizzera
Medtech svizzera tra timori e fiducia sui dazi USA
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Il settore teme nuove barriere, ma le grandi aziende restano caute ottimiste.

Il settore svizzero dei dispositivi medici (medtech) si prepara ad affrontare l’incognita dei possibili dazi doganali che l’amministrazione Trump valuta di imporre sui dispositivi medici importati, nell’ambito della “sezione 232” del Trade Expansion Act del 1962. L’indagine del Dipartimento del commercio USA, aperta fino al 17 ottobre, potrebbe tradursi in balzelli mirati a favorire la produzione interna di dispositivi medici.

Settore preoccupato

L’associazione Swiss Medtech esprime preoccupazione per l’impatto di misure che colpirebbero un comparto fortemente orientato all’export. Tra i prodotti potenzialmente interessati figurano guanti, mascherine chirurgiche, siringhe, cateteri, sacche per infusione, materiale per sutura, sedie a rotelle, letti ospedalieri, pacemaker, pompe per insulina, apparecchi di diagnostica per immagini e respiratori.

Alcune aziende "fiduciose"

Alcune imprese elvetiche, però, mostrano fiducia. La ticinese Medacta ritiene che i propri impianti ortopedici non rientreranno nella lista, mentre Straumann, leader nella fornitura di impianti dentali, sottolinea che eventuali dazi inciderebbero solo "in misura marginale" grazie alla produzione locale. Più prudente il produttore di apparecchi acustici Sonova, che preferisce non commentare.

Chi ha già rivisto le sue strategie

Ci sono aziende che tuttavia si stanno già muovendo. Medartis, specializzato in sistemi di fissazione per fratture ossee ha accelerato l’espansione negli Stati Uniti, con l’obiettivo di produrre entro il 2027 l’80% della domanda americana nel nuovo stabilimento in Indiana. Anche Ypsomed, produttore di autoiniettori, investirà 200 milioni di franchi per la sua prima fabbrica a Holly Springs, in North Carolina.

Meno esposto del settore farmaceutico

Il mercato statunitense resta cruciale ma meno dominante rispetto al farmaceutico: nel 2023 la medtech svizzera vi ha esportato il 23% della produzione (2,8 miliardi di franchi secondo i dati di Swiss Medtech), mentre l’Europa assorbiva circa la metà. Per l’industria farmaceutica, invece, il rischio è più elevato: i dazi del 100% annunciati da Trump sui farmaci, seppur sospesi, hanno già spinto Roche e Novartis a lanciare maxi-investimenti produttivi negli USA, rispettivamente da 50 e 23 miliardi di dollari.