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Conflitti
Medio Oriente, il DFAE: «Oltre 4 mila svizzeri bloccati nella regione»
© KEYSTONE/Alessandro della Valle
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Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) fa il punto della situazione dopo l'escalation in Medio Oriente: «Non siamo a conoscenza di concittadini elvetici colpiti o rimasti feriti durante le operazioni militari»


10 ore fa
Oltre 4 mila svizzeri bloccati nella regione

Sono oltre 4.000 gli svizzeri bloccati in Medio Oriente da quando sabato gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato i primi attacchi contro l'Iran. Lo ha dichiarato oggi il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

«Non siamo a conoscenza di concittadini elvetici colpiti o rimasti feriti» durante le operazioni militari, ha affermato davanti alla stampa Marianne Jenni, direttrice della Direzione consolare del DFAE.

Il suo servizio sta lavorando per sostenere i cittadini rossocrociati che si trovano attualmente bloccati nella regione a causa della chiusura dello spazio aereo, ha aggiunto.

Al momento non sussiste ancora una soluzione per un rimpatrio, ha sottolineato Jenni. Tuttavia, il DFAE è in contatto con Swiss, ha evidenziato. Da sabato ad oggi, più di 1.000 persone hanno contattato la helpline istituita dal DFAE.

Per la precisione, il Dipartimento ha censito - attraverso l'applicazione Travel Admin - 3.000 turisti negli Emirati arabi, ma anche 400 in Qatar e altrettanti in Oman, così come 150 in Israele e 60 in Libano. Si tratta di «persone che vogliono lasciare il Paese e rientrare in Svizzera, ma che non hanno per forza bisogno di aiuto», ha precisato Jenni.

«Capiamo molto bene che si tratta di una situazione gravosa per i nostri concittadini, anche perché nessuno sa quanto durerà questa situazione», ha aggiunto la direttrice.

Il Touring Club Svizzero (TCS) ha dal canto suo precisato che le difficoltà nel lasciare un Paese non riguardano solamente il territorio del Medio Oriente. Vi sono in effetti cittadini elvetici bloccati, almeno momentaneamente, in Paesi come India, Sri Lanka, Seychelles, Mauritius, Thailandia, Cambogia, Singapore, Indonesia, Filippine e Australia.

«Si tratta principalmente di persone il cui volo è stato annullato a causa della chiusura dello spazio aereo e che si trovano temporaneamente bloccate all'estero», ha spiegato il TCS.

Più in generale sul conflitto si è espresso il «ministro» degli esteri Ignazio Cassis, parlando a margine di un evento a Grandson (VD).

Il ticinese ha in primo luogo fatto le sue condoglianze - a nome del governo - per tutte le vittime del conflitto scoppiato nella regione. Il suo timore è vedersi creare una situazione simile a quella vissuta in Iraq: «Non credo che un'azione militare possa mettere tutto a posto», ha dichiarato.

La situazione è degenerata solo pochi giorni dopo gli incontri fra Washington e Teheran avvenuti a Ginevra. Progressi erano stati fatti, ma non a sufficienza per soddisfare gli Stati Uniti, ha sottolineato il responsabile del DFAE.

11 ore fa
Ecco cosa possono fare gli svizzeri bloccati

«La necessità di far tornare le persone a casa è grande», ha dichiarato Jenni, parlando dei turisti bloccati in Medio Oriente. «Stiamo lavorando con le risorse a nostra disposizione». Il DFAE è in contatto con Swiss per capire come procedere: finché lo spazio aereo nella regione rimane chiuso, tuttavia, non è possibile prevedere voli di rimpatrio. «Quando riaprirà, le persone avranno di nuovo la possibilità di tornare a casa. La maggior parte di loro ha già un biglietto». 

«Seguite le istruzioni delle autorità locali», ha quindi consigliato Jenni agli svizzeri bloccati in Medio Oriente. Inoltre, ha aggiunto, «anche il personale degli hotel può offrire assistenza in caso di necessità».

Per chi è bloccato, il DFAE sconsiglia di lasciare il paese in cui ci si trova via terra. «È pericoloso a causa del rischio di attacchi missilistici». Per quanto riguarda gli svizzeri, la maggior parte delle persone «è bloccata a Doha e Dubai».

Alla domanda relativa a un eventuale piano, qualora gli scontri dovessero proseguire per settimane, Jenni risponde: «Non sono solo i cittadini svizzeri a essere bloccati. La pressione per creare opportunità di rientro aumenterà. Speriamo che questa possibilità si presenti presto: tutti vogliono tornare a casa».

11 ore fa
Il DFAE: «Non si sapeva che l’attacco sarebbe avvenuto»

Jenni ha precisato che «non si sapeva che l'attacco sarebbe avvenuto». Ancora giovedì, ha aggiunto, «si è tenuta una riunione di coordinamento». «Possiamo fare affidamento solo sulle informazioni provenienti dalla nostre rete di rappresentanti, ma nemmeno loro hanno una sfera di cristallo».

In ogni caso, nei consigli di viaggio del DFAE «era indicato il rischio di una crisi nella regione».

11 ore fa
«Siamo in stretto contatto con l'ambasciata a Teheran»

Le autorità rossocrociate «sono in stretto contatto con l'ambasciata a Teheran», ha aggiunto Jenni, spiegando che «sul posto attualmente sono presenti dieci membri dello staff». Il DFAE «è in contatto con la compagnia aerea Swiss al fine di poter far tornare a casa gli svizzeri presenti sul posto, ma finché lo spazio aereo sarà chiuso non ci sarà alcuna possibilità di organizzare questi voli». 

11 ore fa
Ecco gli svizzeri presenti in Medio Oriente

Rispondendo a una domanda dei giornalisti presenti in sala, Jenni ha spiegato quanti svizzeri – tra turisti e residenti – si trovano attualmente in Medio Oriente. In totale, sono oltre 4.000 gli svizzeri bloccati nella regione, da quando sabato gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato i primi attacchi contro l'Iran. Al momento, secondo quanto ha dichiarato Jenni, il DFAE «non è a conoscenza di concittadini elvetici colpiti o rimasti feriti durante le operazioni militari».

Sono numerosi, tuttavia, gli elvetici bloccati in Medio Oriente. Nello specifico, in Kuwait si trovano 110 residenti svizzeri e 10 turisti registrati. In Qatar sono 350 i residenti svizzeri e 400 i turisti. Per quanto riguarda il Bahrain, si contano 100 residenti elvetici e, attualmente, 12 turisti. 

Numeri diversi per gli Emirati Arabi Uniti, dove sono presenti 5.200 residenti svizzeri e circa 3.000 turisti. In Oman, invece, è più alto il numero dei turisti (400), rispetto a quello dei residenti, che è invece di 120. 

In Yemen sono presenti 20 svizzeri residenti e solamente 2 turisti, mentre in Arabia Saudita sono 540 i residenti e 25 i turisti. 

Per quanto riguarda l'Iran, i residenti elvetici sono 180 e 10 i turisti. Numeri elevati anche per Israele, dove si registrano 25.300 residenti svizzeri e 150 turisti. In Libano sono invece circa 1.000 i residenti svizzeri e 60 i turisti. 


11 ore fa
Helpline molto sollecitata

Parla Marianne Jenni, direttrice della Direzione consolare (DC) presso il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). «A metà gennaio abbiamo istituito una cellula di crisi per l'Iran», ha spiegato Jenni a inizio conferenza stampa, aggiungendo di comprendere che «gli svizzeri in Medio Oriente siano molto stressati». Alla Helpline istituita dal DFAE sono giunte oltre mille richieste dall'inizio dell'escalation in Iran. «Abbiamo risposto personalmente a oltre 1.200 richieste telefoniche», ha precisato Jenni. 

11 ore fa
La conferenza stampa

L'escalation in Medio Oriente ha paralizzato il traffico aereo. Da sabato, sono migliaia i voli che sono stati cancellati, bloccando i passeggeri nella regione del conflitto. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha organizzato una conferenza stampa per fornire informazioni ai cittadini svizzeri che si trovano, attualmente, nella zona di crisi. 

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