
Ueli Maurer non è sicuro che il Coronavirus è stato una pandemia e ritiene che bisogna chiedere scusa alle giovani generazioni, che sono state le più toccate dai provvedimenti. D'altro canto, è convinto che il Consiglio Federale, in cui sedeva all'epoca dei fatti, abbia cercato di fare del suo meglio, anche se spesso non si trovava d'accordo con le scelte prese. "Incolpare qualcuno per gli errori commessi è inutile".
"Ci dicevano che se non avessimo fatto qualcosa, i morti sarebbero stati 50mila"
In una intervista al Blick, ha raccontato di "riunioni in cui ci venivano consegnate delle diapositive. E ci dicevano: se il Consiglio Federale non fa qualcosa adesso, il numero di morti salirà a 50.000". A suo avviso, c'è stata "molta aria fritta" nel tema delle vaccinazioni. Chiede una revisione, a posteriori, di quando accaduto, con un esame che racchiuda i consigli degli esperti, le raccomandazioni, le decisioni dei politici.
Maurer: "Mio nipote lava le mani ogni mezz'ora"
I bambini, a suo dire, sono coloro che più hanno sofferto durante il periodo del Covid. Cita un suo nipote, che per paura di un contagio ancora lava le mani ogni mezz'ora.
"Cancellano le mie lezioni. Ora mi preoccupa il trattato dell'OMS"
Spesso è stato critico verso quanto deciso dalla maggioranza e ora, a qualche anno di distanza e non più in Governo, si sente messo in disparte: "Vengono cancellate lezioni su argomenti finanziari che erano state concordate più di un anno fa".A preoccuparlo ora è il trattato dell'OMS. Si augura che sia oggetto di referendum e che gli svizzeri dicano no.

