
Più risolutezza, pazienza e pragmatismo devono contrassegnare le relazioni tra Svizzera e Unione europea: questa la posizione del consigliere federale UDC Ueli Maurer, che assumerà la presidenza della Confederazione il primo gennaio prossimo. A suo avviso, "non c'è dossier per il quale ci manchi il tempo". Per presentare i suoi obiettivi per il 2013, il ministro della difesa ha invitato oggi i giornalisti sull'Engstligenalp, a 2000 metri di quota sopra Adelboden, suo comune d'origine nell'Oberland bernese. "L'inverno è la mia stagione preferita", ha affermato mentre infuriava una tormenta di neve. La Svizzera - ha detto Maurer - deve mostrarsi "sicura di sé, cosciente di essere uno Stato forte": essa è un fattore essenziale per la stabilità in Europa, grazie alla sua moneta solida, ai suoi investimenti sul continente, agli impieghi che offre ai cittadini europei e alla sua posizione centrale per i trasporti. La Svizzera - ha aggiunto il ministro - ha fatto molto per l'Europa, costruendo per esempio la galleria ferroviaria di base del San Gottardo; l'UE, invece, non ha fatto niente per quanto riguarda le vie d'accesso alle nuove trasversali alpine. Nei negoziati internazionali si tratta sempre di dare e di ricevere, ha proseguito lo zurighese: non è il caso di cedere ogni volta di fronte a una forte pressione, "se si cede sempre, ci si dichiara vinti", ha ammonito. Se si guarda un cane pericoloso negli occhi e gli si parla invece di fuggire, si può riuscire a controllarlo, ha affermato ancora. Ridendo, Maurer ha però subito assicurato di non voler paragonare l'Ue al suddetto animale. In gennaio si prospetta un nuovo round negoziale con Bruxelles. Questo dicembre l'Ue ha criticato la procedura delle trattative bilaterali e ha respinto diverse proposte elvetiche, ribadendo la sua rivendicazione di un'automatica adozione, da parte di Berna, del diritto comunitario. Secondo Maurer, le pressioni dall'estero detteranno gran parte dell'agenda del suo anno presidenziale. Suo obiettivo sarà di garantire al governo la fiducia all'interno del paese e il rispetto all'estero. Il Consiglio federale dovrà dunque sviluppare rapidamente opportune strategie e preparare le sedute in modo efficace. Il neopresidente vuole però agire evitando le luci della ribalta: la cosa migliore - ha detto - è se tutti parlano di un governo che funziona e nessuno di Ueli Maurer. Quanto all'estero, vuole andarci il meno possibile, solo se sarà proprio necessario: per il resto, conta di delegare il piacere e l'onere al vicepresidente e ministro degli esteri Didier Burkhalter. Per quanto riguarda il suo dipartimento, Maurer ha annunciato un primo progetto di revisione della legge sull'esercito per aprile. Esso sarà basato su un budget annuo di 4,7 miliardi di franchi, come auspica il Consiglio federale. Poiché il parlamento chiede 5 miliardi, dovrà essere condotta una discussione di fondo. Il ministro non ha nascosto che difficilmente può rallegrarsi della variante governativa. Senza i 300 milioni supplementari, l'esercito potrà essere equipaggiato in modo soltanto incompleto, ha rilevato. Per poi deplorare che il dibattito si incentri innanzitutto su considerazioni di bilancio. Dopo il ritiro americano dall'Afghanistan, che ha definito "una sconfitta per gli USA", Maurer si aspetta un nuovo orientamento per gli eserciti a livello mondiale. Forze d'intervento pesantemente equipaggiate non saranno a suo avviso più pensabili nei prossimi tempi: "guerre simili sono troppo care e non saranno tollerate". Maurer non ha tuttavia indicato concretamente quali conseguenze avranno per la Svizzera tali mutamenti paradigmatici. Altro progetto atteso, la legge sui servizi segreti, "uno degli oggetti più importanti della legislatura" secondo Maurer. Una consultazione dovrebbe essere aperta al più tardi a inizio febbraio. Accese discussioni sono di nuovo attese sulla questione della sorveglianza dei cittadini ai fini della "sicurezza dello Stato". Il ministro è atteso al varco in particola
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