
La maglietta dei Freiheitstrychler? “L’ho indossata per puro caso”, ha dichiarato Ueli Maurer alle testate di CH Media. Il consigliere federale aveva messo una maglietta del gruppo dei “suonatori della libertà” durante un evento dell’Udc, svoltosi domenica scorsa.
“Non sapevo chi fossero”
Maurer ha dichiarato di avere indossato la maglietta solo per cinque minuti e di “non sapere in quali occasioni questo indumento si portasse”, prima di specificare: “Non era una provocazione”. Sembra però difficile credere che il responsabile delle finanze federali non sapesse chi fossero i Freiheitstrychler, con i loro ormai celebri campanacci delle mucche. I “suonatori della libertà” hanno infatti partecipato a tutte le manifestazioni di coronascettici che si sono tenute in Svizzera negli ultimi mesi e le cui immagini sono apparse regolarmente su giornali, televisioni e portali di tutto il Paese.
“Ueli! Ueli!”
Durante le manifestazioni di ieri sera sulla Piazza Federale, a Berna, i partecipanti hanno chiamato a gran voce il “loro” consigliere federale, urlandone il nome. Ueli Maurer ha però preferito evitare di commentare i fatti. In questi due anni di pandemia, in più di un’occasione il ministro Udc si è smarcato pubblicamente dal resto del Consiglio federale, avanzando critiche e scetticismo nei confronti della politica sanitaria del governo di cui è parte.
Critiche e sostegno a Maurer
Le immagini del consigliere federale vestito con la maglietta dei Freiheitstrychler hanno provocato forti critiche sui social network all’indirizzo del consigliere federale, accusato di avere violato il principio della collegialità nel governo. Alcuni utenti di Twitter hanno commentato con giudizi quali “Intollerabile”, “Spaccatura al più alto livello” e “Dimissioni ora”. Altri ne hanno salutato positivamente l’azione, definendo Maurer “Il nostro uomo!”. Altri ancora, invece, hanno difeso il 70enne democentrista, descrivendolo “sincero”.
I suonatori si distanziano dalle violenze di ieri
I Freiheitstrychler hanno organizzato anche la manifestazione di Berna di ieri sera, generata in episodi di violenza nei quali sono stati lanciati oggetti e fuochi di artificio contro gli agenti. Secondo gli organizzatori, erano presenti fra i 10 e i 20’000 manifestanti.
In un comunicato diffuso oggi, i suonatori prendono le distanze da coloro che si sono scontrati violentemente con la polizia bernese, sottolineando come non appartenessero al loro gruppo. Inoltre, denunciano l’aggressione avvenuta ai loro danni da parte di gruppi “antifa”, che secondo loro non sarebbe stata sufficientemente contrastata dalla polizia.
L’organizzazione contraria alle misure sanitarie è nata nell’autunno 2020 “da un gruppo di cittadini della Svizzera centrale – si legge sul loro sito – che si impegna anima e corpo per difendere i nostri diritti costituzionali, oggi trattati con i piedi da una parte della politica e delle autorità”.
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