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Svizzera
Maurer: "giudicare gli hooligan negli stadi", USA "partner non affidabile"
Redazione
17 anni fa

"Dovrebbe anche essere possibile giudicare direttamente gli hooligan negli stadi. Questo metodo benché costoso avrebbe un effetto certo". Parole di Ueli Maurer. Il ministro UDC della difesa e dello sport evoca questa possibilità in interviste pubblicate oggi da "Le Matin Dimanche" e "Sonntag". Sul domenicale svizzerotedesco Maurer critica il governo americano e sostiene che "non è un partner negoziale ideale e affidabile". "Sarebbe certamente dissuasivo giudicare gli autori di reati direttamente nello stadio con procedura accelerata - afferma Maurer citato da "Sonntag" -. Oggi la decisione al riguardo spetta ai cantoni. Sarebbe naturalmente costoso introdurre un simile sistema: ci vogliono speciali giudici istruttori, cancellieri di tribunale e spazi nello stadio per le audizioni e la detenzione. Simili spazi ci sono però solo in pochi stadi". Maurer aggiunge di aver chiesto al Dipartimento di giustizia e polizia di studiare la questione della procedura accelerata. Non sarà comunque possibile introdurla già nel 2010, aggiunge il ministro. Secondo Maurer, ci vorranno "tre o quattro anni" prima che si riesca ad ottenere una percettibile riduzione della violenza". Interrogato da "Le Matin Dimanche" sulla successione di Pascal Couchepin nel Consiglio federale, il capo del Dipartimento federale della difesa (DDPS) dice che l'elezione di un romando non è per forza necessaria per il buon funzionamento del governo, "ma per l'unità del paese sì": "Il governo funzionerebbe altrettanto bene con sette ticinesi. Bisogna tuttavia vegliare a una miscela delle culture". Interpellato sulle sue ambizioni personali nel governo di cui fa parte da sei mesi, Maurer risponde: "Posso garantire che prima del 2011 non lascerò il DDPS". Altro tema: la tattica che la Svizzera dovrebbe assumere nelle trattative con gli Stati Uniti per la revisione del trattato di doppia imposizione e per la vicenda fiscale UBS. Maurer non risparmia le critiche al presidente Barak Obama, che "ha promesso molto" ma ora è "atterrato sulla dura realtà". Per Maurer il governo americano, nel quale "devono esserci forti tensioni", "non è un partner negoziale ideale e affidabile": "con un governo che si è messo in così gravi difficoltà è semplicemente quasi impossibile negoziare". "È logico - per consigliere federale - che (Washington) si concentri ora a criticare altri Stati per sviare l'attenzione dai problemi di politica interna". "Il piccolo Stato ha il diritto dalla sua, il grande ha il potere", prosegue Maurer. La Svizzera deve tuttavia "puntare sul diritto, non deve cedere". Maurer informa poi che dopo le vacanze estive sarà costituito un gruppo di lavoro per analizzare "quali interventi all'estero l'esercito svizzero potrà ancora permettersi in futuro", mentre si prospetta un "grande ritiro dal Kosovo". Il ministro punta innanzitutto su un rafforzamento degli interventi umanitari", per esempio a complemento del corpo d'aiuto in caso di catastrofe. "In via generale, direi che dobbiamo impegnarci in missioni umanitarie per restare in armonia con la nostra tradizione". ATS

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