
La ‘quasi certezza’ di trovarsi di fronte a un matrimonio fittizio non è bastata: il Tribunale federale ha infatti annullato negli scorsi giorni la revoca del permesso di una 41enne cittadina turca decisa dall’Ufficio della migrazione del Canton Zurigo e confermata in seconda istanza dal Tribunale amministrativo cantonale.
Otto anni fa la donna aveva sposato un cittadino elvetico e insieme al figlio, avuto da una precedente relazione, aveva ottenuto un permesso di dimora che le aveva consentito di stabilirsi in Svizzera. Sei anni più tardi, tuttavia, l’Ufficio cantonale aveva negato il rinnovo dei loro permessi sostenendo che la donna lo avesse ottenuto grazie a un matrimonio fittizio. Da un controllo di Polizia del 10 settembre 2014 presso il domicilio dei coniugi era infatti emerso il fondato sospetto che il marito non vivesse più in quella casa. Negli armadi erano stati rinvenuti pochissimi suoi oggetti personali mentre erano invece stati trovati vestiti e documenti, tra cui “una tessera del MediaMarkt”, appartenenti a un altro uomo (E.G.) e a suo cugino. Da un analogo controllo risalente all’agosto 2011 la donna era stata a sua volta rintracciata a casa di E.G..
L’ interrogatorio dei coniugi del 3 giugno 2015 aveva rafforzato i sospetti delle autorità in quanto la donna “non aveva la minima idea di dove vivesse il marito né dove lavorasse”. Non è stato neppure possibile stabilire se il matrimonio sia durato almeno 3 anni (Il permesso di dimora esistente di un coniuge straniero divorziato o dei suoi figli può essere rinnovato a condizione che il matrimonio in Svizzera sia durato almeno 3 anni, che i coniugi abbiano vissuto sotto lo stesso tetto e che le persone in questione si siano integrate bene in Svizzera, ndr) ma nonostante ciò i giudici di Mon Repos hanno accolto il ricorso presentato dalla 41enne contro la decisione del Tribunale amministrativo, che il 1. Marzo 2017 aveva confermato la decisone dell’Ufficio della migrazione zurighese. La Corte ha evidenziato la fedina penale immacolata della donna e il fatto che abbia trovato un lavoro e che stia frequentando un corso intensivo di tedesco. Elementi che evidenziano un’avvenuta integrazione e che sono stati ritenuti sufficienti per annullarne l’allontanamento e per disporne il rinnovo del permesso di dimora.
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