
La definizione di matrimonio quale "durevole convivenza, disciplinata dalla legge, di un uomo e di una donna", inclusa in un'iniziativa popolare del PPD, non discrimina le coppie omosessuali che vivono in unione domestica registrata. È quanto scrive il Consiglio federale in risposta ad un'interpellanza di Adèle Thorens (Verdi/VD). L'iniziativa "Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate" lanciata dal PPD e che il Consiglio federale propone di approvare, intende eliminare lo svantaggio delle coppie sposate rispetto alle coppie di concubini in particolare nel diritto fiscale e delle assicurazioni sociali. Quanto alla definizione di matrimonio contenuta nel nuovo testo costituzionale, l'Esecutivo ricorda che già oggi, "l'unione domestica registrata è equiparata al matrimonio, sia nel diritto delle assicurazioni sociali (...) sia nel diritto tributario. La nuova disposizione costituzionale, secondo il Consiglio federale, "non modifica la situazione giuridica attuale e il nuovo articolo costituzionale non comporta quindi nessuna discriminazione nei confronti delle unioni domestiche registrate". Quanto alla nozione di matrimonio quale unione tra un uomo e una donna, il Governo rammenta che simile definizione tradizionale corrisponde all'attuale interpretazione dell'articolo 14 della Costituzione federale ("Il diritto al matrimonio e alla famiglia è garantito"). Oltre a ciò, sottolinea l'Esecutivo, "Nel suo messaggio del 20 novembre 1996 concernente la revisione della Costituzione federale, il Consiglio federale ha affermato che, conformemente a un'interpretazione storica dell'articolo 54 della vecchia versione della Costituzione e alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, il diritto al matrimonio garantisce l'unione tra una donna e un uomo". Un'estensione a tutte le forme di vita comune sarebbe contraria all'idea generale dell'istituzione del matrimonio. Nemmeno secondo l'attuale giurisprudenza del Tribunale federale il matrimonio comprende le coppie omosessuali. Quanto alle coppie dello stesso sesso che si uniscono all'estero, "conformemente alle disposizioni sul diritto internazionale privato, il matrimonio celebrato validamente all'estero tra persone dello stesso sesso è riconosciuto in Svizzera quale unione domestica registrata". A livello fiscale, "le coppie omosessuali che hanno celebrato un matrimonio riconosciuto dal diritto estero sono quindi trattate allo stesso modo delle coppie che hanno concluso un'unione domestica registrata". Qualora l'iniziativa del PPD dovesse essere accolta in votazione, il Consiglio federale "si atterrà alla parità di trattamento fiscale del matrimonio e dell'unione domestica registrata. La definizione tradizionale di matrimonio iscritta nella Costituzione dovrebbe pertanto essere relativizzata".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

