
Solo per la gestione dei vaccini - costruzione ex novo delle infrastrutture o ampliamento e ottimizzazione di quelle esistenti - la Confederazione ha speso in 18 mesi - da luglio 2020 al dicembre 2021 - 14 milioni di franchi.
96 milioni
Globalmente, nel periodo in rassegna la Farmacia dell’esercito ha acquistato materiale medico per 96 milioni. Nel secondo rapporto pubblicato oggi dall’esercito, incaricato di eseguire gli acquisti per la sanità nazionale in relazione alla pandemia di coronavirus, risulta che la frequenza e l’entità degli acquisti, elencati per trimestre, sono notevolmente diminuite.
Mascherine, test e trasporto
Da luglio 2020 a dicembre 2021, indica in una nota odierna il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), la Farmacia dell’esercito ha speso 29 milioni per l’acquisto di test, 16 milioni per le mascherine FFP2 e 7 milioni per il trasporto aereo del materiale. Nello stesso periodo sono stati spesi circa 14 milioni - un’uscita considerata “onerosa” - per la gestione dei vaccini e del materiale di protezione dalla pandemia. Il 3 dicembre 2020, il DDPS faceva stato di acquisti - a fine agosto di quell’anno - per circa 686 milioni, pari al 28% dei 2,45 miliardi di crediti ricevuti per garantire l’approvvigionamento in materiale sanitario. La Farmacia dell’esercito aveva acquistato in particolare equipaggiamenti di protezione personale (mascherine, occhiali di protezione, guanti, tute protettive, camici chirurgici), apparecchiature mediche (respiratori, dispositivi di monitoraggio e relativi accessori), disinfettanti (per le mani e le superfici), accessori di laboratorio, kit per i test, medicamenti e vaccini.
Acquisti non ancora terminati
Nel comunicato odierno si precisa che gli acquisti, realizzati secondo le direttive dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), non sono ancora terminati: la Farmacia dell’esercito continua a gestire beni su incarico del Gruppo di lavoro interdipartimentale materiale medico. Per questo motivo informerà anche in futuro in merito alle attività di acquisto, prevedibilmente a un ritmo annuale.
Non mancano le critiche
Gli acquisti eseguiti dalla Farmacia dell’esercito non sono stati esenti da critiche, specie per i prezzi talvolta giudicati eccessivi per l’approvvigionamento in mascherine, un “bene” diventato molto ricercato, specie all’inizio della pandemia. Anche il volume degli acquisti è risultato eccessivo tanto che il 23 di febbraio del 2021, la Confederazione aveva deciso di sbarazzarsi - a prezzi stracciati - di mascherine igieniche di tipo FFP2/FFP3 in eccesso e di disinfettanti. La commercializzazione diretta da parte della Confederazione era indirizzata ai Cantoni, ai Comuni e agli istituti sanitari. La Farmacia dell’esercito è l’unico organo federale in possesso delle autorizzazioni necessarie per il commercio all’ingrosso di farmaci ed è autorizzata a produrre, importare ed esportare medicamenti. Tra le altre cose, ha il compito di approvvigionare con prodotti sanitari le forze armate svizzere e di assicurare una disponibilità sufficiente di medicamenti in seno all’esercito e all’Amministrazione federale.
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