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Svizzera
“Mascherina e distanze servono”
Redazione
6 anni fa
Alessandro Diana, pediatra ed infettivologo, spiega in che modo il nuovo ceppo è più contagioso, anche se i modi di combatterlo restano gli stessi. E sul vaccino: “Nel peggiore dei casi si riuscirà ad adattarlo molto velocemente”

Dalla scoperta della nuova e più rapida variante di coronavirus che ha iniziato a circolare in Inghilterra, c’è stato un susseguirsi d’informazioni. Nonostante la più elevata velocità di diffusione del ceppo mutato infatti, secondo gli esperti della Confederazione non ci sono ancora prove di una sua maggiore pericolosità. Alessandro Diana, pediatra e infettivologo dell’Ospedale universitario di Ginevra, ha cercato di chiarire alcuni punti a Teleticino. “Come detto, la preoccupazione è data dalla contagiosità, perché il virus si sta adattando all’essere umano. La cosa rassicurante però è sapere che il virus non è più pericoloso delle altre varianti”.

Mascherina e distanze non bastano più?
“No, queste misure restano efficaci. Quello che succede è che i virus si adattano al loro ambiente. Quello che si sta scoprendo è che la proteina ‘spike’ del virus, la ‘chiave’ che gli permette di entrare nelle cellule umane, è diventata migliore nel suo lavoro. Quindi se la chiave entra meglio nella serratura questo aumenta la contagiosità del virus. Questo vuol dire anche che magari questo virus può contaminare altre persone con partendo una carica virale minore, mentre le prime varianti in Cina nel passaggio dall’animale all’uomo necessitavano una carica virale molto maggiore”.

Ci sono rischi per il vaccino?
“In teoria sì, se la proteina ‘spike‘ cambia e il vaccino produce anticorpi contro questa proteina”, spiega Diana. Ma c’è un ma: “Il fatto rassicurante è che i vaccini prodotti da Moderna e Pfizer, si basano sull’RNA messaggero, un codice che istruisce la cellula a produrre la proteina ‘spike’, sarà possibile in qualsiasi momento cambiare il codice del vaccino per poter istruire le nostre cellule a creare i nuovi anticorpi”. Se anche fosse invalidata l’efficacia dunque, si potrebbe probabilmente adattare il vaccino molto in fretta.

Il vaccino è in arrivo
In ogni caso, la buona notizia è che presto ci si potrà vaccinare anche in Svizzera: “Probabilmente già da settimana prossima”, spiega Diana, “Swissmedic ha omologato il vaccino sabato scorso e, va sottolineato, la Svizzera è il primo paese ad averlo omologato con una procedura ordinaria e non una procedura d’urgenza come fatto dagli altri paesi. E questa è una bella sorpresa”.

Paura per gli effetti collaterali
Molti temono però per gli effetti collaterali, cosa risponde? “La preoccupazione è legittima e bisogna informarsi con il proprio medico. Quello che sappiamo però è che questi vaccini hanno un profilo di sicurezza veramente soddisfacente, dagli studi effettuati. Sappiamo che ci sono persone che hanno avuto reazioni allergiche, ma sono 4 su quasi 10 milioni. E sappiamo che queste erano già persone predisposte all’allergie. Nella bilancia del pro e dei contro bisogna soppesare che dall’altra parte c’è la malattia e, specialmente per le persone a rischio, il rischio di essere ricoverati”.

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