
Questo pomeriggio, per la prima volta, è arrivato nel nostro Cantone il Consigliere federale Martin Pfister. Il capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport ha partecipato all’incontro tenutosi a Lugano con al centro il tema dell’iniziativa sul servizio civico che saremo chiamati a votare il 30 novembre. Il testo prevede che tutte le persone con cittadinanza svizzera prestino un servizio a beneficio della collettività e dell’ambiente, donne e uomini compresi. Pfister ha portato il messaggio del Consiglio federale che, sul tema, non è d’accordo: "Fondamentalmente trovo positivo che il volontariato e il servizio alla collettività siano incentivati. Questa iniziativa nella realtà non lo fa, vuole rendere obbligatorio il servizio civile, lo avvicina al militare. È una militarizzazione del servizio civile. E costa molto. I mezzi che abbiamo ora, i pochi mezzi che abbiamo ci servono per l’esercito, perché nella situazione geopolitica attuale è fondamentale investire nella politica di sicurezza. Il volontariato deve rimanere volontario", spiega il Consigliere federale.
"Devo garantire che l'esercito abbia i mezzi di cui ha bisogno"
Il sondaggio SSR dà un risultato in bilico e Martin Pfister si dichiara preoccupato: "Sono sempre preoccupato. Perché i politici devono lottare per ciò a cui tengono e io lotto per questo, non perché sono contrario al volontariato o al servizio civile, ma perché devo garantire che l’esercito abbia i mezzi di cui ha bisogno. Al momento lei è consigliere federale preferito dalla popolazione, è soddisfatto e come se lo spiega? Sono contento, ma so anche che i sondaggi registrano un preciso momento e che possono arrivare in tempi diversi. Ma chiaramente mi rende felice se il popolo pensa che io faccia bene il mio lavoro".
Lombardi: "Promuovere maggiormente le minoranze linguistiche"
Martin Pfister è stato accolto a Lugano dal sindaco Michele Foletti, dal presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi e da Filippo Lombardi: “La conferenza di oggi è organizzata dal Gruppo Materiale Difesa e Sicurezza della Svizzera Italiana che ho il piacere di presiedere. Questo è quello di cui abbiamo discusso in separata sede con il consigliere federale Martin Pfister, ovvero in che misura le aziende della Svizzera Italiana possono essere integrate nelle comande relazionate al Dipartimento militare: che siano affari di compensazione per acquisti di sistema d’armi stranieri oppure le nostre ordinazioni militari ordinarie. Le cifre ci dicono che il Ticino non raggiunge quel 5% delle comande nazionali che il parlamento vorrebbe e quindi bisognerebbe fare qualcosa per promuovere maggiormente una cultura della cura delle minoranze linguistiche anche dal punto di vista industriale”, afferma Lombardi.

