
Il 2014 è stato un anno intenso per i consiglieri nazionali e agli Stati ticinesi, contraddistinto soprattutto dai rapporti con l'Italia, condizionati dal dossier fiscale. In quest'ambito, ha dichiarato oggi a Berna ai media il presidente della Deputazione ticinese alle Camere federali Fabio Regazzi (PPD) "abbiamo potuto far presente all'Amministrazione federale delle contribuzioni la preoccupazione del Ticino per la revisione dell'imposizione alla fonte del reddito da attività lucrativa, che permetterà ai frontalieri di farsi tassare in via ordinaria, facendo valere anche le deduzioni del caso, come gli interessi ipotecari." Ad irritare non è tanto la revisione, frutto di una sentenza del Tribunale federale del 2010, quanto il momento scelto per l'approvazione del messaggio alle Camere, ossia in piena trattativa con l'Italia per una revisione del regime di tassazione dei frontalieri, ha spiegato Regazzi, che dal 2015 verrà sostituito da Marina Carobbio Guscetti (PS). La deputazione, latore delle perplessità del Consiglio di Stato ticinese, teme un'emorragia del gettito fiscale e oneri amministrativi importanti derivanti dalle difficoltà di accertamento. Sia per Regazzi che per Giovanni Merlini (PLR), si tratta di un'ulteriore concessione all'Italia, quando invece sarebbe stato meglio attendere ancora qualche mese. Per i due consiglieri nazionali, la decisione del governo equivale a una pubblicità gratuita che potrebbe spingere molti frontalieri ad approfittare di questo sistema. Benché già oggi sia possibile chiedere la tassazione ordinaria, sono in pochi a farlo, ha sottolineato Regazzi. In futuro potrebbe tuttavia essere diverso, secondo Merlini, giacché molti frontalieri hanno ormai colonizzato il settore terziario e ricevono un salario superiore ai 100 mila franchi. Per loro, potrebbe essere interessante ricorrere alla tassazione ordinaria, anche se ciò comporterà "mettersi a nudo" di fronte al fisco. Tra i temi che avranno ripercussioni sul Ticino e la sua piazza finanziaria, il consigliere nazionale locarnese ha anche citato l'inasprimento delle norme antiriciclaggio adottate sulla scorta delle raccomandazioni del Gruppo d'azione finanziaria internazionale (GAFI), tra cui spiccano le disposizioni riguardanti i pagamenti in contanti superiori ai 100 mila franchi che obbligano i venditori ad esercitare una particolare diligenza - obbligo di identificazione, verifica, revisione e notifica, n.d.r - e le disposizioni penali riguardanti il cosiddetto "delitto fiscale qualificato" (da 300 mila franchi di evasione) preliminare al riciclaggio di denaro. Soprattutto quest'ultima modifica del codice penale, ha detto all'ats l'esponente PLR, rischia di trasformare gli intermediari finanziari, tra cui spiccano le banche, in poliziotti poiché dovranno esercitare un'attenzione particolare sui movimenti dei conti aperti dai clienti, anche Svizzeri. Per coprirsi le spalle, potrebbero essere tentati di segnalare all'autorità antiriciclaggio, sommergendola, ogni caso sospetto di beneficio da risparmio fiscale dovuto a frode poiché è difficile distinguere tra risparmio o frode. Per Merlini, queste nuove disposizioni penali intaccano almeno in parte il segreto bancario. Tra i successi della deputazione citati da Regazzi, figura anche la mozione di Roberta Pantani (Lega) approvata dalle Camere per la chiusura dei valichi secondari. Come ogni anno, la deputazione si è anche occupata di plurilinguismo e difesa della lingua italiana in ogni ambito, come la pubblicazione delle commesse pubbliche e la possibilità di parteciparvi. Per Regazzi, la deputazione ha confermato ancora la propria vocazione quale ponte tra il Ticino e la Berna federale. Il 2014 è stato anche l'anno dei record per quanto riguarda gli incontri con i consiglieri federali i quali, secondo il punto di vista del consigliere nazionale PPD, "sono diventati più sensibili e attenti alle problematiche del Ticino dopo la votazione del 9 di febbraio".
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