
Svolta nelle indagini sul caso dell'omicidio della 19enne Marie, avvenuto lo scorso 13 maggio a Payerne, ad opera dello stupratore recidivo Claude Dubois. Un omicidio che aveva scosso la Svizzera e riaperto il dibattito sull'opportunità di concedere i domiciliari a persone condannate per reati violenti.
Oggi emerge che negli scambi epistolari tra la ragazza e l'uomo è stato rinvenuto un tariffario dettagliato di prestazioni sessuali, che la giovane aveva inviato a colui che è poi diventato il suo assassino.
L'edizione romanda di 20 minutes svela come Claude fosse un abituale frequentatore di prostitute. Al momento della sua uscita dal carcere aveva chiesto a una persona conosciuta in un blog sul mondo a luci rosse di indicargli una donna disposta a concedersi dietro pagamento. Questa persona gli indicò proprio Marie.
Ed è proprio attraverso il blog di escort che Claude è poi entrato in contatto con Marie, che sosteneva di essere una vedova con un piccolo bambino, bisognosa di denaro. Prima di quell'incontro fatale, i due si sono poi visti a più riprese, ma senza rapporti intimi. Anche prima di ucciderla, a quanto pare, Claude non avrebbe avuto relazioni sessuali con lei.
"Non è questione di infangare la memoria della vittima, ma il mio cliente deve essere giudicato sui fatti come si sono svolti, non su una storia creata ad arte" ha commentato l'avvocato di Claude Dubois. "Il mio assistito non è un predatore sessuale che ha ingannato Marie su internet. È stata lei a proporgli le sue doti."
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