
Qualcuno gioisce, come la consigliera leghista Roberta Pantani che scrive su Twitter: “e due!!! non entrata in materia 123 contro 63, con 7 astenuti!! lex usa a casa definitivamente”. Ma c’è anche chi l’entrata in materia l’aveva votata, come il Consigliere nazionale PPD Marco Romano. “Vedo tempi grami. Mancherà una base legale a tutela delle banche ma soprattutto a tutela dei collaboratori delle stesse” dice Romano. Le banche, che sono al centro del mirino in questi periodi e che sembra siano diventate il capro espiatorio di tutti i mali. A questo proposito Romano sottolinea come “le banche si sono rese colpevoli di quanto successo. Hanno agito contro le leggi USA ed è giusto che ne sopportino le conseguenze. Ma non dimentichiamo che sono pur sempre un pilastro dell’economia svizzera”. Innegabile. Dunque questo passo politico che conseguenza avrà? “Questa, per gli americani, non era una questione politica, ma solo amministrativa. L’IRS, ossia il fisco americano, farà valere le sue ragioni in modo veemente. E non saranno teneri. Senza la legge mancherà una base legale” continua Romano. Si, perché adesso gli Stati Uniti, per poter accedere ai dati bancari dei loro cittadini sospettati di aver frodato il fisco, dovranno intentare delle cause. “Non dimentichiamo che se una banca svizzera, o che opera sul suolo svizzero è indagata negli USA, le conseguenze – dice Romano - si faranno sentire anche per i clienti dell’istituto. Ci sarà un crollo di fiducia. Chi dice che non ci saranno ripercussioni per il Ticino si sbaglia”. A questo punto la politica cosa farà? “La politica sarà additata come colpevole di quanto succederà. Ma ripeto, sono le banche che hanno causato i problemi, non la politica” sottolinea ancora Romano. “In ogni caso ora ci sarà una dichiarazione d’intenti scritta dalle due Camere con la quale si dichiara di aver preso nota del programma USA. Ma non servirà a nulla. Ancora una volta: non è una questione politica, ma amministrativa per gli americani”. [email protected]
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