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Svizzera
Marco Chiesa: "Via l'IVA dalle mascherine"
Marco Chiesa: "Via l'IVA dalle mascherine"
Marco Chiesa: "Via l'IVA dalle mascherine"
Redazione
6 anni fa
Pronte tre mozioni del Consigliere agli Stati UDC per esentare dal pagamento alcuni prodotti e sostenere il settore turistico

Con il progressivo allentamento delle restrizioni, i dispositivi di protezione diventeranno sempre più oggetti di uso comune. Mascherine, guanti e gel disinfettante, saranno i must have dei prossimi mesi. Il Consiglio federale non ha imposto l’uso delle mascherine, l’ha raccomandato per alcuni settori dell’economia, ma il dibattito generato da questa indicazione prefigura un futuro in cui una fetta importante della popolazione ne farà uso.

Sulle mascherine e guanti si carica l’“aliquota normale” dell’IVA, pari al 7,7% (sui medicinali l’imposta è del 2,5%). Anche sul disinfettante si calcola il 7,7% e oltre all’IVA – ci segnala un farmacista – su questi prodotti grava la Tassa d’incentivazione sui composti organici volatili: 3 franchi per ogni chilo di composti organici volatili puri.

"Via l'IVA dai dispositivi di protezione"In vista della sessione straordinaria delle Camere federali che inizierà il prossimo 4 maggio per affrontare l’emergenza Covid-19, il Consigliere agli Stati UDC Marco Chiesa, propone di esentare dal pagamento dell’IVA questi prodotti: “Questo – si legge nell’atto parlamentare – per diminuire il costo dei prodotti, e dunque alleggerire il peso sui costi quotidiani della popolazione, e per non lucrare su commercializzazioni di prodotti di protezione divenuti imprescindibili per preservare la salute personale e pubblica del Paese”.

Un occhio al settore turisticoDomani a Berna la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, insieme ai colleghi Berset e Parmelin, incontrerà i rappresentanti del settore turistico per immaginare come si potranno svolgere le prossime vacanze estive in Svizzera. La quasi certezza è che difficilmente si vedranno grandi comitive di turisti dall’estero; le speranze sono riposte sul turismo indigeno. Per incentivare gli Svizzeri a pernottare negli hotel del paese, Chiesa propone di poter dedurre dalla dichiarazione d’imposta le spese di alloggio per chi trascorrerà le vacanze in patria. La mozione ricalca una richiesta analoga formulata nel 2012 dall’allora deputato UDC Oskar Freysinger, quale misura per contrastare gli effetti negativi del franco forte sul turismo. Con l’emergenza in corso, secondo Chiesa, la deduzione di queste spese avrà degli effetti positivi non solo sugli albergatori ma anche su altri settori economici (commercio e ristorazione in primis).

Il Consigliere agli Stati ticinese presenterà anche una terza mozione, affinché le agenzie di viaggio non siano costrette a rimborsare in contanti (ma attraverso un voucher riutilizzabile) le prenotazioni internazionali disdette a causa della pandemia, prassi prevista in molti altri Stati.

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