
I delegati dell’UDC hanno eletto Marco Chiesa nuovo presidente del partito, nel corso dell’assemblea che si svolge a Brugg Windisch (AG). Il 45enne ticinese sostituisce il consigliere nazionale Albert Rösti (BE) alla guida del partito ed è il primo presidente ticinese.
Risolta l’incognita sulla candidatura dello zurighese Alfred Heer, che si è ritirato quest’oggi, come aveva già fatto Andreas Glarner, Chiesa non ha avuto altri rivali, essendo l’unico candidato proposto dalla Commissione Cerca.
Benjamin Fischer, presidente della sezione zurighese, ha detto che dopo Albert Rösti, l’UDC ha bisogno di un presidente forte. Heer è stato un gran lavoratore, ma non era più in lizza per questa carica. Con Chiesa si è trovato un ottimo candidato.
Il comitato direttivo dell’UDC nazionale ha proposto come unico candidato Chiesa e il comitato esecutivo lo ha sostenuto all’unanimità. Chiesa - sposato e padre di due bambini - si è laureato in economia aziendale presso l’università di Friburgo. Parla correntemente italiano e francese e si esprime con un buon tedesco.
Il politologo Oscar Mazzoleni descrive il nuovo presidente dell’UDC come un “blocheriano sorridente“. Quando si tratta di immigrazione, lavoratori transfrontalieri, asilo ed Europa, il ticinese è esattamente sulla stessa linea dello stratega del partito", sottolinea il professore dell’università di Losanna. Ma è anche un buon comunicatore, vuole piacere e cerca il dialogo. Grazie a questa politica, è riuscito a ottenere un seggio nel Consiglio degli Stati per la più piccola sezione del partito, quella ticinese, ha aggiunto.
Secondo Mazzoleni, Marco Chiesa dovrà lavorare sodo per essere accettato nella Svizzera tedesca e per riuscire a mobilitare le sezioni locali. L’UDC è ancora principalmente un partito di lingua tedesca e potrebbe essere difficile per il ticinese avvicinarsi ai membri del partito nei comuni.
Chiesa, 45 anni, rappresenta il Ticino nel parlamento federale da cinque anni, prima al Nazionale e dall’anno scorso agli Stati. Sposato e padre di due figli, non è una faccia nuova nel partito: era stato eletto alla vicepresidenza dell’UDC insieme alla consigliera nazionale Magdalena Martullo-Blocher (GR) nella primavera del 2018. Nello stesso anno ha assunto anche la vicepresidenza dell’Azione per una Svizzera indipendente e neutrale (ASIN).
Il successore del bernese Albert Rösti è stato fin dall’inizio uno dei candidati preferiti della commissione di selezione. A febbraio, in un primo tempo, ha ritirato la sua candidatura per motivi professionali. Nel frattempo però ha rassegnato le dimissioni dal suo impiego di direttore di una casa di riposo. "Mi sono dimesso da questo incarico non solo in vista di una possibile elezione, ma anche perché era sempre più incompatibile con il mio mandato di consigliere degli Stati", ha detto alla stampa.
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