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Svizzera
Marce Pasqua: un migliaio a Berna e nella valle del Reno
Redazione
17 anni fa

Circa 600 persone a Berna e 350 nella valle del Reno hanno partecipato oggi a due marce di Pasqua. Nella città federale è soprattutto stata denunciata l'esclusione nei confronti dei poveri e degli stranieri, a San Gallo l'inumanità della politica d'asilo elvetica. A Berna striscioni e discorsi hanno stigmatizzato l'ipocrisia della politica svizzera, maldisposta nei confronti degli emarginati e benevola nei confronti di capitali illegali. Anne-Catherine Menétrey, già consigliera nazionale (Verdi/VD), ha ad esempio denunciato il comportamento di molti governi del nord del mondo che si battono per recuperare i capitali persi per evasione fiscale, ma che non si preoccupano dei 200 miliardi giunti dai paesi in via di sviluppo ed emergenti. Alicia Gamboa, dell'ong pacifista femminile Christlicher Friedensdienst (cfd) ha fatto riferimento agli oltre 100'000 sans-papiers che vivono in Svizzera: una riserva di lavoratori a buon mercato che il mondo politico dovrebbe finalmente regolarizzare. I dimostranti hanno pure chiesto al Consiglio federale di impegnarsi per un cessate il fuoco tra truppe regolari e ribelli tamil nello Sri Lanka. Alla marcia nel canton San Gallo ha partecipato la ex consigliera federale Ruth Dreifuss (PS), che ha invitato la popolazione a manifestare più coraggio civile. I dimostranti hanno ricordato la figura di Paul Grüninger, l'ex comandante della polizia sangallese che nel 1938/39, contravvenendo alle direttive federali, aveva consentito l'ingresso in Svizzera di centinaia di ebrei falsificando le liste con i nomi e le date di arrivo. Le Marce di Pasqua tentano di rianimare una tradizione che in Europa è vecchia di 50 anni e che è nata in opposizione all'armamento nucleare. Le Marce sono promosse da ambienti pacifisti ed ecclesiali. ATS

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