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Svizzera
Manifesti dell'iniziativa sui minareti: archiviato il procedimento
Manifesti dell'iniziativa sui minareti: archiviato il procedimento
Manifesti dell'iniziativa sui minareti: archiviato il procedimento
Redazione
7 anni fa
Il Comitato di Egerkingen accusava il PLR di "proteggere gli islamisti radicali in Svizzera"

Nuovo capitolo nella vicenda dei manifesti elettorali del cosiddetto Comitato di Egerkingen, pubblicati anche in internet, in cui il PLR viene accusato di "proteggere gli islamisti radicali in Svizzera": la procura bernese ha archiviato un procedimento penale aperto dopo che tali affissi non erano stati ritirati malgrado l'intimazione di un giudice.

La vicenda

All'origine della vertenza vi è un manifesto pubblicato dal Comitato di Egerkingen - gruppo politico all'origine dell'iniziativa sui minareti, accolta dal popolo nel 2009, e di quella sulla dissimulazione del viso (anti burka) - in vista delle elezioni federali dello scorso ottobre.

Il cartellone - e gli annunci pubblicati sui social media - mostravano i volti di quattro politici di spicco del PLR, la presidente Petra Gössi, il capogruppo Beat Walti e i consiglieri nazionali bernesi Christian Wasserfallen e Christa Markwalder, sormontati dalla scritta "Il PLR difende gli islamisti radicali in Svizzera!".

L'accusa

L'accusa faceva riferimento a un voto in parlamento del 10 settembre: Gössi, Walti, Markwalder e Wasserfallen, assieme ad altri 88 consiglieri nazionali, avevano respinto una mozione del gruppo UDC che chiedeva misure incisive per meglio sorvegliare le attività delle moschee e degli imam.

Il divieto di pubblicare manifesti

Il 3 ottobre una corte di Andelfingen (ZH), con una misura superprovvisionale (una misura cautelare senza ascolto della parte avversa), aveva vietato di continuare a pubblicare i manifesti e gli annunci sui social media e ne aveva intimato la rimozione nel giro di 24 ore.

La denuncia del PLR

Visto che la disposizione non era stata rispettata, in particolare nel canton Berna, il PLR aveva sporto denuncia per disobbedienza a decisioni dell'autorità. Nel corso dell'inchiesta che ne era seguita, la procura ha però potuto stabilire che il Comitato di Egerkingen ha subito inviato un'e-mail alla società di affissione interessata per chiedere la rimozione dei manifesti. Da qui la decisione - anticipata dai giornali di Tamedia e di cui l'agenzia Keystone-ATS possiede una copia - del non luogo a procedere.

Vogliono intentare una causa?

Contattato da Keystone-ATS, il portavoce del PLR Martin Stucki afferma che il suo partito accetta la decisione. Questa riguarda tuttavia unicamente la misura superprovvisionale. I quattro esponenti del PLR hanno ancora tempo fino al 2 marzo per comunicare al tribunale se intendono intentare una causa. Secondo la corte di Andelfingen, ciò porterebbe a un processo

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