
Manifestazioni di solidarietà con la Palestina e contro l’intercettazione della flottiglia di aiuti diretta a Gaza da parte di Israele si sono svolte questa sera - 2 ottobre - in diverse città svizzere. A Ginevra oltre 3'000 persone hanno bloccato l’incrocio vicino alla stazione di Cornavin gridando slogan come “Free free Palestine” e accusando la Svizzera di complicità. In piazza Lise Girardin alcuni hanno incendiato pneumatici, generando un denso fumo nero. Il corteo si è diretto verso il ponte del Mont-Blanc ma è stato fermato dalla polizia; ne sono seguiti lanci di oggetti e l’uso di gas lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine.
Invocate sanzioni
Anche a Berna alcune centinaia di manifestanti hanno chiesto il rilascio degli attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati da Israele, tra i quali figurano una ventina di svizzeri. I partecipanti hanno invocato sanzioni contro Israele e la sospensione delle collaborazioni economiche, scientifiche e culturali, accusando la Confederazione di non assumersi le proprie responsabilità di diritto internazionale. Al termine del raduno, attivisti hanno bloccato binari della stazione centrale, provocando ritardi, cancellazioni e deviazioni nel traffico ferroviario, oltre a disagi su alcune linee di tram.
Le città in cui si manifesta
A Zurigo circa un migliaio di persone si sono ritrovate in Helvetiaplatz, mentre centinaia hanno manifestato anche a Basilea, Lucerna, Sion e Lugano. Già ieri sera, fra le 500 e le 1'000 persone avevano protestato pacificamente a Losanna contro le azioni della marina israeliana. Le manifestazioni, in parte spontanee, riflettono la crescente tensione in Svizzera attorno alla situazione a Gaza e al sequestro della flottiglia di aiuti. Se a Losanna non si sono registrati incidenti, a Ginevra gli scontri con la polizia hanno mostrato un clima più acceso, mentre a Berna il blocco della stazione ha avuto conseguenze dirette sulla mobilità nazionale.

