
I parametri del mandato negoziale con l'UE presentati oggi dal Consiglio federale hanno suscitato reazioni discordanti e sollevato parecchie critiche. In una nota, l'UDC accusa il governo di essere pronto a sacrificare la sovranità del Paese, mentre la sinistra ritiene che l'esecutivo stia ancora una volta tergiversando. Sarà anche un nuovo tentativo, ma i punti chiave restano gli stessi, ha dichiarato Franz Grüter (UCD/LU) all'agenzia Keystone-ATS. "Punti critici come l'adozione dinamica del diritto, la risoluzione delle controversie e la Corte di giustizia dell'UE come organo decisionale finale rimangono gli stessi dell'accordo quadro istituzionale", ha proseguito il presidente della commissione della politica estera del Consiglio nazionale. Grüter ha criticato anche il fatto che il Consiglio federale sia pronto a considerare un contributo di solidarietà regolare per la coesione in Europa. In un suo comunicato, l'UDC invita il governo a chiarire finalmente in modo inequivocabile all'UE che la Svizzera, in quanto Stato sovrano, non adotta automaticamente il diritto europeo né accetta giudici stranieri. L'UDC "si opporrà con determinazione" a un mandato negoziale che contenga questi elementi.
Le accuse dei Verdi
I Verdi accusano l'esecutivo di ritardare i negoziati con l'UE fino a dopo le elezioni federali, e probabilmente anche oltre. "Al Consiglio federale manca la volontà politica e il coraggio di riprendere i negoziati con l'UE", afferma in una nota la consigliera nazionale Sibel Arslan (BS), anch'essa nella Commissione della politica estera della Camera del popolo. Dopo dieci round esplorativi, il governo non ha ancora l'autorità e la volontà politica di chiarire definitivamente la cooperazione con l'UE, prosegue la nota, aggiungendo che ciò è tanto più importante in quanto le relazioni bilaterali continuano a erodersi. I Verdi affermano di non essere disposti ad accettare ancora questo vuoto politico e la "strisciante erosione delle nostre relazioni europee". Ora gli elettori devono incoraggiare il Consiglio federale ad avviare rapidamente i negoziati, proseguono.
Alleanza del Centro a favore dei progressi sul dossier europeo
In un tweet, l'Alleanza del Centro accoglie con favore i progressi compiuti sul dossier europeo, aggiungendo però che è necessario qualcosa di più di annunci vaghi: "La garanzia della protezione dei salari e delle nostre istituzioni sociali è essenziale, come chiediamo da oltre un anno". Il consigliere di Stato argoviese e presidente della Conferenza dei governi cantonali (CdC) Markus Dieth accoglie con favore le grandi linee del mandato negoziale con l'UE. Gli esecutivi cantonali discuteranno la decisione del Consiglio federale nell'assemblea plenaria di dopodomani.
USS, Economiesuisse e Unione svizzera impreditori
L'Unione sindacale svizzera (USS) sostiene l'apertura della Confederazione all'UE, a condizione che serva gli interessi dei lavoratori e non li danneggi. Le discussioni sull'accordo quadro non hanno soddisfatto questi requisiti, rileva in una nota, aggiungendo che l'evoluzione dei colloqui esplorativi è stata preoccupante. La protezione dei salari e il servizio pubblico non sono garantiti, aggiunge, dicendosi delusa dal fatto che il Consiglio federale non citi questi problemi irrisolti. Economiesuisse accoglie con favore il fatto che il Consiglio federale intenda prepararsi ad adottare un mandato negoziale entro la fine dell'anno. È ora importante che i punti ancora in sospeso vengano chiariti rapidamente, scrive l'organizzazione padronale. L'Unione svizzera degli imprenditori e le associazioni settoriali Interpharma (l'associazione che fa gli interessi delle 23 aziende farmaceutiche attive nella ricerca, tra cui i due colossi Novartis e Roche) e Swissmem (l'associazione di categoria dell'industria metalmeccanica ed elettrica) condividono questo punto di vista: la certezza del diritto e la stabilità delle relazioni con l'UE sono di vitale importanza per l'economia, affermano.
Bruxelles vuole un risultato entro il 2024
A Bruxelles, la Commissione europea ha preso atto delle grandi linee del mandato negoziale presentato dal Consiglio federale. Vuole mantenere il suo calendario e ottenere un risultato negoziale nel 2024. Vuole porre le relazioni tra la Svizzera e l'UE su una base solida, afferma in una nota, aggiungendo che l'obiettivo è trovare una soluzione a tutti i problemi strutturali, in tutti gli accordi. "Siamo pronti a continuare i colloqui esplorativi", scrive l'esecutivo europeo. Bruxelles sottolinea che la parità dei diritti in materia di libera circolazione delle persone e le pari condizioni per le imprese sono principi fondamentali per la partecipazione al mercato interno dell'UE. "Deve esserci un giusto equilibrio tra diritti e doveri". Andreas Schwab, presidente della delegazione permanente del Parlamento europeo per le relazioni con la Svizzera, teme che l'approccio a pacchetto del Consiglio federale "aumenti la complessità della politica interna". "Dipenderà ora dalla volontà del Consiglio federale se questi punti di riferimento sopravviveranno all'appuntamento con i negoziati veri e propri", ha affermato a Keystone-ATS.

