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Svizzera
Mancano mangimi proteici, Berna autorizza l’uso delle scorte obbligatorie
© Shutterstock
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Red. Online
6 ore fa
I bassi livelli del Reno e del Danubio frenano le importazioni, mentre la siccità riduce la disponibilità di foraggio – Autorizzato l’utilizzo temporaneo di quasi 16.000 tonnellate di riserve per garantire l’approvvigionamento degli allevamenti

Il Delegato all’approvvigionamento economico del Paese Roland Pfister ha autorizzato temporaneamente il ricorso alle scorte obbligatorie di mangimi proteici destinati all’alimentazione animale. La misura mira a garantire la continuità degli approvvigionamenti in un momento in cui le importazioni stanno subendo forti limitazioni, si legge in una nota dell'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE). A pesare sulla situazione sono soprattutto i bassi livelli delle acque del Reno e del Danubio, che da diverse settimane rendono più difficili i trasporti verso la Svizzera. A questo si aggiunge la ridotta disponibilità di foraggio grezzo, conseguenza della prolungata siccità.

Fino a 16.000 tonnellate dalle scorte

Pfister ha autorizzato a partire dal 1° settembre 2026 una riduzione temporanea della copertura del fabbisogno per i mangimi proteici. Fino alla fine di febbraio 2027 sarà quindi possibile prelevare dalle scorte obbligatorie al massimo il 20% del quantitativo complessivo, pari a quasi 16.000 tonnellate.

Le scorte obbligatorie sono detenute dalle imprese private e hanno lo scopo di garantire l’approvvigionamento del Paese per un periodo di circa due mesi. Se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, il capo del Dipartimento federale competente, Guy Parmelin, potrebbe autorizzare con un’ordinanza la liberazione dell’intero quantitativo disponibile nelle riserve.

Il problema non è la disponibilità mondiale, ma i trasporti

La situazione non è dovuta a una carenza di mangimi proteici sul mercato internazionale. A livello mondiale, infatti, le quantità disponibili sono attualmente sufficienti. Il principale ostacolo è rappresentato dalle infrastrutture di trasporto attraverso l’Europa. Per la Svizzera, il Reno e il Danubio costituiscono importanti vie di approvvigionamento. I bassi livelli delle acque stanno però limitando la capacità di trasporto fluviale.

Parallelamente, nelle ultime settimane è aumentato anche il traffico di altre merci su strada e ferrovia. Gli importatori svizzeri incontrano così difficoltà nel garantire l’arrivo di quantità sufficienti di mangimi proteici. Per gli altri beni d’importazione considerati essenziali, precisa l’AEP, l’approvvigionamento della Svizzera è attualmente garantito.

La farina di soia è il prodotto chiave

Tra i mangimi proteici riveste particolare importanza la farina di soia, un prodotto di cui la Svizzera è quasi interamente dipendente dalle importazioni. La farina di soia è un sottoprodotto della produzione dell’olio di soia e viene utilizzata nell’alimentazione animale come fonte concentrata di proteine. Insieme a cereali e altri ingredienti, viene impiegata per la produzione di mangimi composti oppure aggiunta direttamente alle razioni alimentari. Il suo utilizzo è particolarmente importante negli allevamenti di bovini, suini e pollame.

Un precedente nel 2018

Non è la prima volta che la Svizzera ricorre a misure straordinarie a causa delle difficoltà di navigazione sul Reno. Durante il periodo di magra del 2018, il Delegato all’approvvigionamento economico del Paese aveva già autorizzato una temporanea riduzione della copertura del fabbisogno garantita dalle scorte obbligatorie di mangimi proteici. In quell'occasione, tuttavia, non fu necessario utilizzare effettivamente le riserve: la situazione dei trasporti si normalizzò infatti in tempi rapidi.