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Svizzera
Mancano aree di stazionamento per i nomadi in Svizzera
Foto CdT
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Keystone-ats
5 anni fa
Lo rileva un rapporto che viene pubblicato ogni 5 anni. Le carenze vengono riscontrate nella maggioranza dei Cantoni, che per legge hanno l’obbligo di provvedere a queste strutture, così come i comuni e la Confederazione

Malgrado qualche timido miglioramento, in Svizzera non ci sono sufficienti aree di stazionamento né per i nomadi Jenisch e Sinti, minorante nazionali riconosciute, né per i Rom, stranieri provenienti dai Paesi vicini. Lo indica un rapporto pubblicato stamani, realizzato dalla Fondazione “Un futuro per i nomadi svizzeri”.

Carenza di infrastrutture nella maggioranza dei Cantoni
Secondo l’edizione 2021 del documento (che appare a scadenza quinquennale dal 2001, disponibile in tedesco e francese), le aree attualmente esistenti sono 47, ma ne occorrerebbero altre 80-90. La carenza di queste infrastrutture riguarda la maggioranza dei Cantoni ed è più acuta in alcune regioni. Per il modo di vita nomade, tutelato dalla legge, le aree di stazionamento sono una condizione indispensabile. Confederazione, Cantoni e Comuni hanno l’obbligo di provvedervi, ricorda la Fondazione. Vi si distinguono tre tipi di bisogni: aree di sosta per il soggiorno invernale di Jenisch e Sinti, aree di passaggio, sempre destinate a queste due minoranze, nonché aree di transito per i Rom.

Compromesso il diritto a luogo di domicilio
La Svizzera dispone attualmente di 16 aree di sosta, ma ai 2000-3000 Jenisch e Sinti ne occorrono altre 20-30. Questi luoghi sono di importanza capitale per questa popolazione prima di tutto perché servono da domicilio. Poiché spesso nei comuni di ubicazione delle aree di passaggio non è praticamente possibile lasciare i propri documenti, i nomadi Jenisch e Sinti senza domicilio fisso devono affrontare conseguenze gravi in merito ai loro diritti come cittadini svizzeri. Le aree di sosta, meglio equipaggiate rispetto a quelle di passaggio, consentono anche il superamento dell’inverno, stagione in cui le attività di vendita legate al nomadismo crollano. I maggiori bisogni di queste infrastrutture riguardano Ticino, Romandia, i due Cantoni di Basilea, nonché Soletta, Turgovia e parte della Svizzera centrale. Per le soste durante il periodo di viaggio sono a disposizione 24 aree di passaggio, otto delle quali sono tuttavia solo provvisorie. Stando alla Fondazione ne mancano 50. Le necessità, con l’eccezione del Canton Neuchâtel e della regione di Bienne (BE), sono particolarmente acute in Romandia.

Aree di transito per nomadi stranieri spesso provvisorie
I nomadi Rom stranieri viaggiano in Svizzera di regola tra febbraio e fine ottobre. Attualmente hanno a disposizione solamente sette aree di transito, alcune delle quali solo provvisorie. Stando al rapporto, per soddisfare le necessità delle 500-600 roulotte che circolano in Svizzera, se ne dovrebbero creare altre dieci. Anche se queste infrastrutture sono particolarmente sviluppate in Romandia è proprio qui che i bisogni continuano a essere importanti sia per ragioni linguistiche sia per le opportunità di lavoro. Nella Svizzera tedesca sarebbe necessario costruire due aree nel settore tra Soletta e Zurigo, con accessibilità alle autostrade A1 e A5. La regione è interessante per i Rom per il suo dinamismo economico, ma anche per la facile accessibilità.

Conflitti con popolazione locale
Proprio oggi il Canton Neuchâtel ha annunciato l’apertura con effetto immediato di due siti che funzioneranno sia come aree di passaggio che di transito. In un comunicato il Consiglio di Stato fa riferimento alla “forte domanda e alla situazione di saturazione nella Svizzera occidentale”. Per il quotidiano locale Arcinfo, la decisione dell’esecutivo è la risposta all’istallazione illegale, lo scorso 15 maggio, di nomadi nei pressi della Vue-des-Alpes, il colle che costituisce il principale collegamento tra nord e sud del cantone. I conflitti con la popolazione locale per occupazioni irregolari sono menzionati anche nel rapporto. La creazione di nuove aree contribuirebbe anche a lenire questo problema, sostengono gli autori.

Il mandato della Fondazione
La Fondazione Un futuro per i nomadi svizzeri è stata creata dalla Confederazione nel 1997. Ha il mandato di garantire e migliorare le condizioni di vita dei nomadi, promuovendo a tale scopo la collaborazione tra Confederazione, Cantoni e Comuni. Inoltre dovrebbe contribuire a far sì che questa minoranza, per lungo tempo discriminata e perseguitata anche in Svizzera, possa mantenere la propria identità culturale.

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