
In merito alle recenti polemiche sull'utilità o meno dei programmi di diagnosi precoce del cancro al seno, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha ribadito oggi l'importanza di tali "screening" per prevenire la diffusione di simili affezioni, pur ammettendo che bisogna innalzare la qualità di simili esami. Stando all'UFSP, non sono cambiati "né i fondamenti scientifici che dimostrano l'utilità della diagnosi precoce del cancro al seno né l'obiettivo di introdurla in tutta la Svizzera, così come sancito nella Strategia nazionale contro il cancro 2014-2017, adottata dalla Confederazione e dai Cantoni". L'intervento dell'UFSP è in relazione alle conclusioni, che hanno dato adito a non poche polemiche, cui è giunto lo Swiss Medical Board nel suo ultimo rapporto sull'esecuzione sistematica dello screening mammografico. In questo documento, gli specialisti hanno criticato il numero eccessivo di diagnosi e l'insicurezza vissuta dalle donne. Nella sua presa di posizione, l'UFSP sottolinea l'importanza degli screening sistematici dal momento che una diagnosi precoce permette di curare meglio un eventuale tumore e, di conseguenza, di salvare vite. Tuttavia, l'UFSP ammette che durante i programmi possono "essere individuati anche tumori con un decorso relativamente benigno e lento, senza conseguenze letali". Oltre a ciò, "non va (...) trascurato lo stress psicologico delle donne sottoposte a mammografia, cui viene comunicato un esito sospetto che tuttavia, dopo ulteriori accertamenti, si rivela infondato". Malgrado questi aspetti problematici, dopo aver soppesato tutti questi fattori, "molti Paesi, tra cui la Svizzera, hanno deciso di introdurre i programmi di diagnosi precoce sistematica". L'UFSP riconosce in ogni caso che, per ottimizzare l'utilità di questi programmi, "rivestono un ruolo centrale la qualità delle mammografie e la loro interpretazione, nonché lo svolgimento degli accertamenti successivi più appropriati e dei trattamenti necessari". Per questo l'UFSP giudica opportuno migliorare la garanzia della qualità. La maggiore insicurezza - si precisa nella nota - è riscontrata soprattutto nella qualità delle mammografie per la diagnosi precoce eseguite al di fuori dei programmi cantonali, e che quindi sfuggono al controllo. Al momento, sotto la direzione della Lega svizzera contro il cancro e con il coinvolgimento degli ambienti interessati, si sta lavorando a una proposta per adeguare l'ordinanza del 1999 sulla garanzia della qualità dei programmi di diagnosi precoce del cancro del seno mediante mammografia alle direttive europee in materia. In una seconda fase l'UFSP esaminerà le proposte e proporrà al Dipartimento misure esecutive appropriate.
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