
Non solo politici a Davos, per fortuna. Uno dei momenti più significativi ed emozionanti di questa edizione del WEF è stato certamente l'intervento di Malala Yousafzai, la giovane pakistana premio Nobel per la Pace nel 2014. Sul palco grigionese, la 21enne pakistana ha esortato le donne a "cambiare il mondo da sole, senza attendere il sostegno degli uomini. Non chiederemo loro di cambiare il mondo. Lo faremo noi stesse".
Durante il suo discorso, Malala ha parlato del padre "un femminista che ha sfidato la società tradizionale pachistana. E' lui che mi ha dato il nome di Malala , un’eroina pashtun famosa per coraggio e forza. Ho iniziato a parlare quando avevo 11 anni senza sapere se qualcuno mi avrebbe ascoltata. Il cambiamento è possibile. Non dovete diventare primi ministri o presiedere consigli di amministrazione per cambiare le cose. Voi potete cambiare le cose a ogni età. Ogni vostra azione può avere un impatto".
Impatto e impegno che Yousafzai dimostra ogni giorno, raccogliendo fondi per sostenere progetti in Pakistan, Afghanistan, Libano, Giordania, Messico, India, soprattutto per garantire alle ragazze un'istruzione: "Non riuscirò a mandare tutte le ragazze a scuola, ma ne potrò mandare il maggior numero possibile. Spero i nostri leader si rendano conto di dover investire per non perdere la generazione futura. Tutti i primi ministri mandano i figli a scuola, ma quando si parla del resto del mondo faticano un poco a capire quanto l’istruzione sia importante. Glielo devo ricordare".
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