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Svizzera
Mai così tanti incidenti in montagna
Foto CdT/Reguzzi
Foto CdT/Reguzzi
Keystone-ats
5 anni fa
Nel 2020 il coronavirus ha spinto molte persone a praticare attività all’aria aperta: 3’471 le persone che hanno dovuto essere salvate sulle Alpi svizzere. In 180 hanno perso la vita

L’anno scorso 3471 persone si sono trovate in situazioni difficili nelle Alpi Svizzere e hanno dovuto essere salvate. Si tratta di un numero record. Inoltre, 180 persone hanno perso la vita, ha reso noto il Club alpino svizzero (CAS).

L’alto numero di incidenti è da ricondurre anche al coronavirus, che ha spinto molte persone - a partire da metà maggio - a praticare attività in montagna. Dei 3471 incidenti (nel 2019: 2909), 1172 si sono conclusi con un salvataggio di persone sane o con ferite solo leggere.

In totale si sono registrati 180 morti, 47 dei quali per motivi di salute (ad esempio infarti). Altri 21 sono deceduti praticando sport come deltaplano, parapendio, base-jumping o mountain bike. Per incidenti nel corso di classiche escursioni di montagna, i decessi sono stati 112 (120 l’anno scorso). Per motivi facilmente comprensibili, la quota di vittime straniere è molto inferiore rispetto agli scorsi anni: si è passati da circa il 40% al 27%.

Nelle classiche escursioni di montagna, sono state 1627 le persone tratte in salvo, contro 1189 l’anno scorso. A questo proposito il CAS ci tiene a ricordare che a inizio primavera e autunno anche semplici sentieri possono diventare rischiosi, a causa di ombra, neve o ghiaccio. Nel 2020 situazioni simili hanno provocato sei morti.

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