
Il ricorso presentato dal WWF Svizzera contro la decisione di abbattimento emanata il 22 marzo dai Cantoni Ticino e Grigioni è congelato. L'associazione ambientalista ha preso questa decisione dopo che l'ordine di abbattimento è stato a sua volta congelato visto che l'animale aveva lasciato il perimetro interessato a inizio aprile (vedi articolo suggerito).
L'esperta di grandi predatori del WWF Svizzera Joanna Schoenenberger, da noi contattata, specifica che le autorità possono decidere di far abbattere un lupo solo se questo si rivelasse specializzato nel predare bestiame minuto, aspetto che va chiarito prima di prendere posizione su un aventuale abbattimento, smentendo quindi le indiscrezioni dell'ATS che parlavano di un'accordo da parte dell'associazione ambientalista. Il WWF vuole quindi verificare eventuali casi di nuove predazioni. L'autorizzazione a uccidere il predatore aveva dapprima suscitato le proteste del WWF che, affermava in una nota, si riservava il diritto di adire alla giustizia. Ora l'associazione ambientalista, che si batte per la protezione degli animali, è giunta alla conclusione che non c'è altra soluzione. Il WWF ha quindi lasciato trascorrere il termine di 30 giorni per presentare un ricorso, ha dichiarato oggi Gabor Bethlenfalvy, responsabile della sezione grandi predatori, all'ATS. Il lupo M75 è reo di aver ucciso complessivamente 40 pecore nelle valli Bregaglia, Mesolcina e Leventina tra il 21 gennaio e l'8 febbraio 2017. Secondo un'ordinanza federale sulla caccia può essere rilasciata un'autorizzazione di abbattimento per singoli lupi una volta superata la soglia di 25 animali da reddito predati da un singolo esemplare nell'arco di un mese. Il Canton Grigioni aveva precisato nella decisione che oltre alle due valli meridionali retiche di Mesolcina e Bregaglia anche la Surselva rientrava nel perimetro di abbattimento, essendoci "buone possibilità" che il lupo sia responsabile anche di un attacco avvenuto il 18 febbraio 2017 a Trun.
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