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Svizzera
L’Ue vicina all’obiettivo, 70% adulti ha fatto una dose
Redazione
5 anni fa

L’Ue è vicina all’obiettivo. Il 70% degli europei vaccinato con una dose, il 57% col richiamo. Ad annunciare il risultato è stata la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha evidenziato come queste cifre collochino “l’Europa tra i leader mondiali”. Secondo l’organizzazione Our world, l’Unione supera ad esempio sia il Regno Unito, col 54,93% di cittadini pienamente immunizzati, che gli Stati Uniti col 48,79%.

In realtà il target che l’Esecutivo comunitario aveva fissato, era il 70% degli adulti con la piena immunizzazione anti-Covid entro l’estate. Un traguardo, che nei mesi scorsi era stato anticipato a fine luglio. Per questo non sono mancate alcune polemiche di fronte al trionfalismo della dichiarazione della leader europea. A pesare in particolare è il caso della Bulgaria, con soltanto il 18,5% dei suoi cittadini ad aver ricevuto la prima dose, ed il 16,7% entrambe. E anche con la Romania e la Finlandia non va molto meglio, qui è rispettivamente il 30,1% ed il 36% ad essere pienamente immunizzato, secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ecdc).

E comunque, come ha indicato la commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, impegnata in un tour delle capitali Ue proprio per aiutare a sbloccare le situazioni più critiche, “le proiezioni indicano che la vaccinazione completa di almeno il 70% di europei avverrà entro la fine dell’estate”. Secondo l’Ecdc sono poco meno di 520 milioni le dosi distribuite, contro i 443milioni di dosi somministrate, ovvero, quasi 80 milioni i sieri rimasti sugli scaffali.

Ma quello che conta sul serio a questo punto, è non abbassare la guardia, perché la variante Delta continua a dilagare senza sosta, con i numeri dei contagi e dei ricoveri ospedalieri in volata, e Paesi europei, come la Spagna, Malta e l’Irlanda, di nuovo colorate di rosso sulle mappe del rischio. Il vero obiettivo è insomma quello di scongiurare la quarta ondata, le cui conseguenze, oltre a nuovi morti, porterebbero “al deragliamento della ripresa economica”, spazzando via “4.500 miliardi dal Pil entro il 2025”, come ha avvertito il Fondo monetario internazionale, riferendosi alla situazione globale.

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