
Sia Simonetta Sommaruga che il consigliere federale Didier Burkhalter - anch'egli presente assieme a Johann Schneider-Ammann - non hanno fatto mistero della corsa ad ostacoli che attende il Governo in merito ai negoziati con Bruxelles per ottenere quella che equivale a una vera e propria "quadratura del cerchio".
Per innalzare le possibilità di successo, il mandato negoziale con l'Ue è stata formulato in maniera aperta, ha detto Sommaruga. Dopo la doccia fredda dell'estate scorsa, quando l'ex Alto rappresentante della politica estera Ue, Catherine Ashton, aveva risposto picche alle "avances" di Berna, ora sembra aprirsi uno spiraglio.
Nel corso di una recente visita a Bruxelles, la nuova commissione Ue si è detta disposta ad avviare un dialogo con la Confederazione sull'immigrazione. "Si tratta di un piccolo passo, ma non senza significato", ha sostenuto la consigliera federale bernese, sottolineando almeno la disponibilità dei partner europei al dialogo.
Per il ministro degli esteri Didier Burkhalter, pur rimanendo fedele al principio della libera circolazione, "la nuova Commissione europea mi sembra più disposta a discutere a livello politico dei problemi generati dalla migrazione, visto che li conoscono anche loro".
Il Consigliere federale ha tuttavia ammesso di non poter fare previsioni su come evolverà il dialogo tra Berna e Bruxelles. Ma ci sono motivi per non essere troppo pessimisti, come dimostra la soluzione trovata con la Croazia e con la partecipazione elvetica ai programmi di ricerca europei.
Anche Sommaruga non ha voluto sbilanciarsi sul risultato delle discussioni con Bruxelles. "Potremmo ottenere tutto ciò che chiediamo, oppure solo una parte o, nel peggiore dei casi, nulla", ha indicato, precisando quanto sia importante in questo dossier fare un passo alla volta, senza farsi prendere dalla frenesia e, soprattutto, mantenendo la calma.
Sommaruga ha detto che il Governo non ha pronte alternative qualora il tentativo elvetico dovesse fallire. La Svizzera potrebbe ricorrere a un'ordinanza per applicare l'iniziativa UDC in modo autonomo.
Nel suo intervento, il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann ha sottolineato l'enorme importanza dei bilaterali per l'economia elvetica e la necessità di mantenere il più possibile aperto il mercato europeo per le imprese.
Ma malgrado le dichiarazioni del ministro dell'economia, le associazioni economiche non hanno gradito molto la proposta del Consiglio federale. La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori (SSIC) ritiene che sia inaccettabile il contingentamento dei permessi di dimora temporanea fino a un anno, come proposto dal Consiglio federale nell’ambito dell’attuazione del nuovo articolo sull’immigrazione.
Il progetto elude aspetti delicati perché la regolamentazione sull’immigrazione dei paesi dell’UE sarà assoggettata all’esito dei negoziati con l’Unione Europea. Ma con questa riserva, il progetto del Consiglio federale ha come punto debole il contingentamento dei permessi di dimora temporanea L da quattro a dodici mesi, il che è inaccettabile secondo la SSIC.
Per economiesuisse, è inconcepibile che non venga utilizzato il margine di manovra esplicito e che non si tenga conto degli interessi dell’economia citati dall’articolo costituzionale. L’organizzazione mantello dell’economia svizzera chiede urgentemente al Consiglio federale di considerare l’opzione di una clausola di salvaguardia. Il modello presentato oggi a titolo di legge d’applicazione verte su un regime di contingenti rigido e non conforme ai bisogni del mercato del lavoro.
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