
Non sono solo i tiratori svizzeri ad avere il dente avvelenato con l’UE: in questi giorni, infatti, a scendere sul sentiero di guerra contro Bruxelles sono stati anche gli aeromodellisti. Il motivo è presto detto: una nuova direttive dell’Unione, elaborata dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA), che punta a rafforzare la sicurezza nel volo dei droni, minimizzandone i rischi. La direttiva, che la Svizzera dovrà recepire, interessa però anche i modellini radiocomandati.
L’avvocato e appassionato di aeromodellismo Markus Dormann, intervistato dalla Luzerner Zeitung, parla di prescrizioni che mettono seriamente a rischio l’attività: “Prima di un volo che non segue uno ‘scenario standard’ bisogna compilare un modulo per richiedere un’autorizzazione speciale. Ma non si sa cosa si intende con ‘scenari standard’ - ha spiegato - Inoltre, il volo sopra un prato non di proprietà di una società diventerebbe illegale”.
L’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) riconosce la nuova direttiva creerebbe dei problemi dove finora non ce ne sono stati e rassicura: “A fine aprile l’UE presenterà un testo rivisto”. Ma le dichiarazioni del portavoce Urs Holderegger, secondo cui l’UFAC vorrebbe introdurre un ‘limite di età’ per i modelli, hanno suscitato moltissime reazioni indignate tra gli appassionati. La Federazione svizzera droni civili ha già definito “esagerate” le misure di sicurezza proposte dall’UE.
Sarà ‘Grounding’ anche per l’aeromodellismo?
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