Cerca e trova immobili
Relazioni internazionali
L'UE: «L'iniziativa sulla sostenibilità minaccia la via bilaterale»
Ats
8 ore fa
Secondo il relatore per la Svizzera all'eurocamera, Christophe Grudler, un sì alle urne invierebbe un segnale politico «molto negativo»

Deputati di centro-destra, centro e sinistra al parlamento europeo implicati nelle relazioni tra Berna e Bruxelles, interrogati da Keystone-ATS in vista del voto del 14 giugno sull'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)», sostengono unanimemente che l'approvazione del testo rimetterebbe in discussione le relazioni, attualmente buone, tra Confederazione e Unione europea (UE). «Questa iniziativa è un attacco mascherato alle nostre relazioni», dichiara Christophe Grudler, relatore per la Svizzera all'eurocamera. La sua approvazione invierebbe un segnale politico «molto negativo», afferma il francese di Renew Europe (gruppo politico di orientamento liberale collocato al centro dello schieramento politico) eletto nelle file del Movimento democratico (MoDem, di ispirazione socioliberale).

La proposta

L'iniziativa, lo ricordiamo, prevede un controllo dell'immigrazione affinché la Svizzera non conti più di dieci milioni di abitanti entro il 2050. Qualora la proposta di modifica costituzionale, promossa dall'UDC, fosse accolta da popolo e Cantoni, a partire da 9,5 milioni di residenti, Consiglio federale e Parlamento dovrebbero adottare misure. Una volta superata la soglia dei dieci milioni, la Confederazione dovrebbe denunciare gli accordi sulla libera circolazione delle persone siglati con l'UE. «Da un punto di vista europeo, una cosa è chiara: la libera circolazione delle persone è un elemento centrale della via bilaterale» e un «pilastro dell’Europa», sottolinea Norbert Lins, che il 30 aprile è stato eletto presidente della delegazione del parlamento europeo per le relazioni con la Svizzera, la Norvegia, l'Islanda e lo Spazio economico europeo (SEE). 

La clausola di salvaguardia

Un «sì» il 14 giugno comporterebbe «grandi incertezze» nel processo di ratifica del pacchetto di accordi tra Berna e Bruxelles, sostiene la croata Zeljana Zovko. Soprattutto in un momento in cui sono necessarie stabilità e cooperazione con partner affidabili, un'approvazione dell'iniziativa provocherebbe turbolenze «inutili». Zovko e Lins sottolineano che il pacchetto di accordi prevede una clausola di salvaguardia in materia di immigrazione, che consente di tenere conto delle specificità svizzere.

Grudler: «Nessuna reazione immediata»

Secondo Grudler, l'approvazione dell'iniziativa non cambierebbe nulla dal punto di vista giuridico nelle relazioni tra Confederazione e UE fino a quando, raggiunta la soglia dei dieci milioni di abitanti, il Consiglio federale dovrà denunciare l'accordo sulla libera circolazione. Per questo motivo, il relatore per la Svizzera non si aspetta una «reazione immediata» da parte della Commissione europea in caso di sì di popolo e Cantoni il 14 giugno.