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Svizzera
L'UE avverte la Svizzera: "Non provocateci"
L'UE avverte la Svizzera: "Non provocateci"
L'UE avverte la Svizzera: "Non provocateci"
Redazione
11 anni fa
I negoziati sono congelati fino al 23 giugno, data del referendum britannico. "Ma guai a parlare di contingenti"

Oggi, mercoledì 24 febbraio, il Consiglio federale si riunisce per discutere della politica nei confronti dell'Unione europea e dell'applicazione dell'iniziativa UDC "Contro l'immigrazione di massa", con l'obiettivo di presentare un progetto di messaggio già durante la sessione primaverile delle Camere federali, che si apre il prossimo 29 febbraio.

Proprio in vista della riunione di oggi, Bruxelles ha lanciato ieri un severo avvertimento alla Svizzera. "Qualsiasi riferimento a una restrizione quantitativa o a un sistema di contingenti costituirà una provocazione" ha dichiarato una fonte europea vicina al dossier, secondo quanto riporta oggi il quotidiano romando Le Temps.

"Il Consiglio federale non deve credere che le concessioni accordate alla Gran Bretagna possano valere anche per la Svizzera" ha aggiunto la stessa fonte, confermando che i negoziati con il nostro Paese sono stati congelati fino al 23 giugno, quando i britannici decideranno se restare o meno nell'UE.

Anche la Gran Bretagna, inizialmente, pensava di poter fermare l'immigrazione introducendo dei contingenti. Ma, scrive ancora Le Temps, il primo ministro David Cameron ha presto capito che una procedura del genere sarebbe incompatibile con gli accordi sulla libera circolazione. È per questo che, per raggiungere il suo obiettivo, ha preferito limitare gli aiuti sociali. 

Bruxelles guarda inoltre con grande attenzione alla votazione federale del 28 febbraio sull'espulsione dei criminali stranieri. "Se questa iniziativa dovesse passare, si tratterebbe di un nuovo attacco alla libera circolazione" ha dichiarato la fonte europea, secondo cui un'espulsione può essere giustificata solo nel caso in cui la persona in questione rappresenti un rischio di recidiva di un atto pericoloso.

L'UE si aspetta pure che la Svizzera riconosca la Croazia come un membro a tutti gli effetti della comunità. "La prassi vuole che un Paese firmi un'accordo e poi lo ratifichi in tempi ragionevoli, senza porre condizioni" ha dichiarato la fonte interpellata da Le Temps, ricordando che se il nostro Paese non firmerà il protocollo croato entro la fine del 2016 verrà escluso da diversi programmi europei, come quello sulla ricerca, Horizon 2020.

La fonte conclude dichiarando che Bruxelles non ha alcuna intenzione di rendere più complicate le relazioni bilaterali con la Svizzera. "Abbiamo tutte le ragioni politiche, economiche ed emotive di trovare delle soluzioni" ha affermato. "Le nostre porte si riapriranno all'indomani del referendum britannico. Sarà difficile trovare un accordo entro la scadenza di febbraio 2017: ma volere è potere."

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