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Svizzera
L'UE approva il giro di vite sulle armi
L'UE approva il giro di vite sulle armi
L'UE approva il giro di vite sulle armi
Redazione
9 anni fa
L'europarlamento ha approvato la revisione della direttiva sulle armi da fuoco. Anche la Svizzera sarà toccata

Dopo un lungo tira e molla Parlamento europeo, Commissione e Consiglio dei ministri il Parlamento ha infine ratificato la nuova direttiva sulle armi (vedi articolo suggerito) con 491 voti favorevoli, 178 contrari e 28 astenuti.

La stessa, ricordiamo, prevede restrizioni all’acquisto di armi automatiche e semiautomatiche in base a un limite alla capacità dei caricatori (massimo 20 proiettili per le armi ‘corte’ e 10 per i fucili). La revisione della direttiva era stata proposta dalla Commissione europea il 18 novembre 2015, pochi giorni dopo la seconda strage di Parigi. A dicembre era stato raggiunto un compromesso tra Parlamento e Consiglio, apparso al ribasso, soprattutto perché era stata stralciata la proposta di vietare in maniera totale armi semiautomatiche come kalashnikov e fucili d'assalto, e quella di vietare i caricatori con capacità superiore a 10 colpi.

La nuova legislazione europea dovrà essere ufficialmente ratificata dagli Stati e dovrà essere recepita anche dalla Svizzera in quanto membro dello Spazio Schengen. Successivamente, il Consiglio federale dovrà esporre alle Camere in quale modo le nuove direttive dovrebbero essere attuate nella legislazione elvetica.

Ma la Confederazione ha potuto beneficiare di una sorta di “statuto speciale”: grazie alla mediazione diplomatica della consigliera federale Simonetta Sommaruga, infatti, i militi svizzero potranno mantenere la propria arma anche dopo il congedo. Tuttavia, secondo Catherine Maret dell'Ufficio federale di polizia (Fedpol), citata oggi dal Blick, con la decisione odierna del Parlamento europeo ci saranno comunque in futuro alcune "restrizioni", come appunto la limitazione a dieci cartucce per caricatore o il dovere di far parte di un'associazione. Inoltre la Svizzera dovrà istituire un nuovo registro delle armi.

La presidente della Federazione sportiva svizzera di tiro (FST) Dora Andres ha annunciato al Blick l'intenzione di indire un referendum "anche se ciò dovesse comportare l'eclusione della Svizzera da Schengen". E su questo scenario Berna ha messo in guardia: "Senza Schengen la Polizia sarebbe cieca".

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