
Dopo essersi complimentata con Berna per la gestione dei migranti, l’UE torna a picchiare i pugni sul tavolo. L'Unione è ben cosciente della volontà elvetica di proseguire sulla via bilaterale, ma avanza la richiesta di un accordo quadro istituzionale quale fondamento per nuovi accordi, che permetterebbero alla Svizzera di "partecipare al mercato unico", definendo le condizioni di accesso.
L'UE vuole portare a termine tale accordo-quadro "non appena possibile", e il Consiglio federale ha recentemente affermato che si esprimerà in merito nella seconda metà di quest'anno. "In proporzione al sostanziale vantaggio che la Svizzera avrà dalla sua partecipazione al mercato interno dell'UE, essa dovrebbe anche partecipare agli ideali dell'UE, in particolare tramite un contributo finanziario", si afferma nel rapporto pubblicato negli scorsi giorni (vedi articolo suggerito).
Il contributo in questione è il miliardo di coesione destinato a sostenere lo sviluppo dei Paesi economicamente più deboli dell'Unione europea. Il ministro degli Esteri Didier Burkhalter si è detto disposto a fare un passo avanti su tale questione.
L’UE – dopo ave reagito positivamente alle legge di applicazione del 9 febbraio – è tornata a fare muro. Nel rapporto si legge infatti che senza l’accordo quadro non potranno venir siglati altri accordi e quelli esistenti non verrebbero “aggiornati”.
Un vero e proprio ‘blocco’ da parte europea, che - stando a quanto riferisce la Basler Zeitung - ha irritato e costernato non poco i deputati di Palazzo federale. Il presidente della Commissione di politica estera del Nazionale Roland Büchel si è detto indignato: “Questo blocco va contro la fiducia reciproca. L’UE vuole metterci sotto pressione e il Consiglio federale deve rispondere. Il tempo delle coccole è finito!”
Anche la liberale radicale Doris Fiala si è detta sorpresa dalla presa di posizione di Bruxelles, ma avverte: “La Svizzera non ha i ‘muscoli’ per reagire. I nostri vicino non sono nostri amici: come noi, perseguono i propri scopi”.
Il socialista ed europeista Eric Nussbaumer concorda che la politica europea in questo senso “non va bene”, ma ricorda che la Svizzera ha deciso di percorrere la via dei Bilaterali. Elisabeth Schneider-Schneiter (UDC) ha annunciato di voler chiedere spiegazioni a Didier Burkhalter sul miliardo di coesione destinato a sostenere lo sviluppo dei Paesi economicamente più deboli dell'Unione europea. “Voglio chiedergli se il Consiglio federale intende versarlo comunque”.
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