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Politica
L'Udc verso una nuova iniziativa sull'immigrazione, "Servono qualità e sostenibilità"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Daniele Coroneo
3 anni fa
Il partito si appresta a lanciare una terza iniziativa popolare volta a controllare l'immigrazione. Marco Chiesa: "Ci sono già effetti insostenibili su traffico, ambiente, energia, trasporti, ospedali e scuole".

Il sondaggio di Tamedia e 20 Minuti sul tema dell'immigrazione è stato accolto con interesse dal presidente dell'Udc svizzera Marco Chiesa. "È la dimostrazione che circa due terzi degli svizzeri si sta interrogando sul tema della crescita della popolazione. Di questo passo raggiungeremo i 10 milioni di abitanti e una Svizzera da 10 milioni di persone è tutto un altro Paese".

Il rilevamento condotto dai media d'Oltralpe ha messo infatti in luce un notevole sostegno al contingentamento dell'immigrazione fra gli elettori di tutti i partiti borghesi. "Questo tema è stato un po' accantonato dalle Camere", commenta Chiesa, raggiunto da Ticinonews. Per il consigliere agli Stati ticinese è ora giunto il momento di tornare a parlarne. In gioco, secondo Chiesa, ci sarebbe anche una questione di sostenibilità. "Un’immigrazione incontrollata, basata sulla quantità e non sulla qualità, porterà infatti il Paese in rovina. Basti osservare e prendere atto degli effetti insostenibili sul traffico, sull’ambiente e sul costo e il fabbisogno di sempre più energia, trasporti, ospedali e scuole".

Non solo quantità, ma anche tipo di immigrazione

"Su questi temi - aggiunge Chiesa - vediamo una sensibilità accresciuta nella popolazione svizzera. È per questo che abbiamo preparato il testo di un'iniziativa popolare sull'immigrazione di cui discuteremo il prossimo 1° luglio, all'assemblea dei delegati del partito nel Canton Svitto". Si tratterebbe quindi della terza iniziativa popolare lanciata o sostenuta dall'Udc sulla questione migratoria in pochi anni, dopo quella "Contro l'immigrazione di massa", approvata dal popolo il 9 febbraio 2014, e quella "Per un'immigrazione moderata", respinta nel settembre 2020. L'iniziativa che l'Udc si prepara a lanciare quest'estate potrebbe riguardare non unicamente il numero di immigrati che potranno entrare nella Confederazione, ma anche il tipo di immigrazione da accettare in Svizzera. "Serve un'immigrazione di qualità", ribadisce Chiesa. "Come ticinese questo tema mi è caro. Non voglio che il nostro Paese venga stravolto. Durante il solo 2022, la libera circolazione ha generato un’immigrazione netta di 81'000 persone in Svizzera, ben più di tutta la popolazione di Lugano, e in un solo anno".

"Gli svizzeri ci avevano visto giusto nel 2014"

Il Consigliere agli Stati ci conferma che quest'iniziativa vuole anche essere una risposta a un'applicazione ritenuta non soddisfacente del 9 febbraio 2014. "Gli svizzeri avevano visto giusto nel 2014 sostenendo quest'iniziativa, poi sabotata alle Camere federali, che voleva fermare l’immigrazione di massa con contingenti, tetti massimi e preferenza indigena sul mercato del lavoro. Tutte misure previste dalla nostra Costituzione ma mai messe in pratica perché, per la politica delle élite e per i partiti eurofili, le decisioni del popolo che piacciono sono da applicare, mentre quelle che non piacciono sono da interpretare".

Largo consenso a una limitazione dell'immigrazione

Secondo quanto rilevato nel sondaggio di Tamedia e 20 Minuti, il 93% degli elettori dell'Udc è favorevole a un contingentamento dell'immigrazione. Quest'idea trova il favore della maggioranza dei sostenitori di Centro e Plr (oltre il 70%), ma anche di Verdi liberali e Verdi (51%). In Ticino e nella Svizzera orientale, il 65% degli intervistati si è detto favorevole a una limitazione della migrazione. Questa tendenza si registra anche nella Svizzera occidentale, nell'Altopiano centrale e nell'area di Zurigo.