
L'UDC deve giocare il gioco del Consiglio federale, prendersi le sue responsabilità e saper fare compromessi, afferma Christoph Blocher, indicando la direzione da seguire al partito per la nuova legislatura. Fissa comunque dei limiti che non vanno superati. Con due esponenti in governo, assicura il leader dell'UDC in un'intervista pubblicata dal domenicale "Schweiz am Sonntag", il partito sarà "capace di compromessi" e si prenderà le sue responsabilità. Compromessi sono persino possibili sull'iniziativa UDC contro l'immigrazione, a condizione che il suo scopo principale "la riduzione massiccia dell'immigrazione" sia raggiunto. Ma l'UDC non accetterà certo tutti i compromessi. "Non lasceremo che ci leghino le mani", afferma l'ex consigliere federale. E rileva che la stessa regola vale per gli altri partiti. I ministri sono legati alle decisioni prese dal governo, "ma non il partito", aggiunge. "Si sbagliano quelli che pensano che ci sottometteremo (...), solo perché siamo nel Consiglio federale". Blocher è certo che il candidato UDC all'esecutivo federale debba rispettare le linee del partito. "Non volgiamo più che si elegga in governo un UDC alibi, che agisce all'opposto del partito", aggiunge. Ogni democratico di centro eletto in Governo e che non è stato designato ufficialmente dal partito sarà escluso dalla formazione, mette in guardia lo zurighese. Un secondo seggio UDC in Consiglio federale dipende dalle altre formazioni politiche. Per questo "dobbiamo parlare con gli altri tre grandi partiti", anche con il PS, "per sapere se sostengono sempre la concordanza", aggiunge. Malgrado un tono conciliante, l'ex consigliere federale critica PLR e PPD. Il primo è accusato di voler aderire all'UE mentre del secondo non apprezza l'orientamento troppo a sinistra. Sulle colonne del domenicale "SonntagsBlick", anche il presidente del PLR Philipp Müller sottolinea le differenze tra il suo partito e l'UDC. Anche se le due formazioni hanno la maggioranza al Consiglio nazionale, "è sbagliato credere che il PLR condurrà una politica di bloccaggio". Non se ne parla, avverte il candidato argoviese al Consiglio degli Stati. I liberali radicali cercheranno una maggioranza al di fuori dell'UDC soprattutto per le relazioni con l'UE , "la questione più importante della prossima legislatura", aggiunge l'argoviese.
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