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Svizzera
L’UDC festeggia con dei falò
Foto: Gabriele Putzu
Foto: Gabriele Putzu
Keystone-ats
5 anni fa
Uno per ogni Cantone della Svizzera. Così il partito ha valuto festeggiare l’interruzione dei negoziati per un accordo quadro tra la Confederazione e l’Unione europea

L’UDC ha festeggiato oggi, tramite l’accensione di falò in tutta la Svizzera, l’interruzione dei negoziati per un accordo quadro tra la Confederazione e l’Unione europea. Riunitisi a Morschach (SZ), i leader del partito hanno «celebrato la permanenza di una Svizzera libera e indipendente».

A poca distanza dal «praticello del Grütli» (UR), il presidente dei democentristi, Marco Chiesa, ha sottolineato «l’importanza della grande tradizione svizzera di libertà che ha avuto origine intorno al lago dei Quattro Cantoni», ha indicato l’Unione democratica di centro in un comunicato diramato in serata.

«Turboeuropeisti di ogni partito - ha detto il consigliere agli Stati, secondo la versione scritta del discorso - stanno già segretamente approntando nuovi piani. Vogliono consegnare il nostro paese libero alla dittatura dei funzionari di Bruxelles», ha aggiunto Chiesa, invitando gli elettori a rimanere vigili e a non cullarsi in un falso senso di sicurezza.

Il falò come segno di libertà e indipendenza

Ripercorrendo i successi dell’UDC - in particolare il «no» popolare alla legge sul CO2 -, il ticinese ha poi definito i falò accesi oggi nei 26 cantoni della Svizzera «segnali di libertà e d’indipendenza visibili da lontano che definiscono il nostro Paese e senza i quali esso non esisterebbe più». I falò, viene spiegato nella nota del partito, sono organizzati dai partiti cantonali e dalle sezioni locali, ma in Ticino - così come in Vallese - i falò sono stati di dimensioni più ridotte a causa dell’elevato pericolo d’incendi.

Si sono espressi anche Christoph Blocher e Roger Köppel

A prendere la parola sono anche stati l’ex consigliere federale Christoph Blocher e il consigliere nazionale Roger Köppel (UDC/ZH). Il primo ha parlato del naufragio dell’accordo quadro come «una tappa importante», mentre per il secondo «il Consiglio federale ha capito che l’UE e la Svizzera sono istituzionalmente incompatibili», poiché «l’UE è costruita dall’alto verso il basso, mentre la Svizzera è costruita dal basso verso l’alto».

Il 26 maggio è stata annunciata la fine dei negoziati

Lo scorso 26 maggio il Governo ha annunciato la fine dei negoziati - durati circa sette anni - con l’Ue giustificando la sua scelta con la difficoltà di trovare una maggioranza tra la popolazione, poiché non è stata raggiunta una soluzione soddisfacente su punti controversi.

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