
Un chiaro 'no' alla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 è stato pronunciato dai delegati dell'UDC riuniti oggi in assemblea a Thun, nel canton Berna. Il presidente del partito e consigliere nazionale Thomas Aeschi (ZG) ha messo in guardia i delegati "dall'attacco perfido della sinistra" alla previdenza vecchiaia privata e autonoma. I risparmiatori del secondo pilastro grazie a questa proposta verrebbero letteralmente espropriati, con "il gentile appoggio" del PPD, che ha "ora deciso di definirsi sociale". L'obiettivo a lungo termine di sinistra e sindacati è di arrivare "a una previdenza vecchiaia statalizzata al 100%", ha enfatizzato dal canto suo la granconsigliera argoviese Karin Bertschi rivolgendosi ai giovani che dovranno pagare le conseguenze (finanziarie) di questa proposta. Ci vuole una soluzione equa che sia sopportabile dal punto di vista finanziario anche per i giovani, ha detto. Unico oratore a difendere il testo in votazione il consigliere nazionale socialista Corrado Pardini (BE), secondo cui la proposta costituisce un "un buon compromesso veramente svizzero": tutti i campi politici hanno infatti dovuto ingoiare qualche rospo.
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