
La presenza sempre più forte di turisti a Lucerna sta provocando la reazione degli abitanti: un'iniziativa popolare mira a fissare un tetto massimo al numero di posti letto negli alberghi, un modello che si ispira ad Amsterdam. Ma per gli operatori la limitazione sarebbe controproducente.
Nel 2025 la città della Svizzera centrale ha registrato 1,5 milioni di pernottamenti, un numero record e in progressione del 5% rispetto all'anno precedente. Preoccupato per una crescita ritenuta troppo forte il gruppo d'interesse Nachhaltiger Tourismus (turismo sostenibile) ha lanciato l'iniziativa «Luzerner Tourismus in Balance» (Turismo lucernese in equilibrio), depositata in maggio con 986 firme.
Il testo chiede che per ogni categoria alberghiera venga fissato un tetto invalicabile. La regola «uno entra, uno esce» diventerebbe la norma: un nuovo hotel potrebbe aprire i battenti solo se un'altra struttura della stessa categoria cessasse definitivamente l'attività. Per i promotori, si tratta di un passo obbligato dopo che il regolamento comunale sulle locazioni brevi, varato nel 2023 per arginare Airbnb, si è rivelato un colabrodo, facilmente aggirabile con l'ondata di hotel a self check-in.
«Ad Amsterdam c'è un letto d'albergo ogni 17 abitanti, mentre a Lucerna la proporzione è addirittura di uno ogni 13 residenti», afferma il consigliere nazionale David Roth (PS/LU), uno dei volti dell'iniziativa, in dichiarazioni a Keystone-Ats. A suo avviso la città olandese è un esempio lampante di sovraffollamento turistico, eppure a Lucerna si vuole comunque far crescere il settore. Il 41enne punta il dito contro la strategia dell'ente turistico locale, che definisce in competizione con il mercato dell'alloggio, già in crisi: per una crescita del 5% annuo servirebbero 315 letti in più, che equivalgono a 64 appartamenti sottratti alla popolazione, calcola l'ex presidente dei Giovani socialisti.
Ma la controffensiva del settore non si è fatta attendere. Ferdinand Zehnder, presidente di Tourismus Forum Luzern e granconsigliere del Centro, bolla l'iniziativa come inefficace e controproducente. «Ad Amsterdam, nonostante il tetto, lo scorso anno si sono contati 22 milioni di pernottamenti, ben più del plafond fissato a 20 milioni», sottolinea. Secondo l'ex albergatore, il vero problema non sono gli ospiti che dormono in città, bensì i turisti giornalieri, che generano un valore aggiunto minore.
Zehnder ha avvertito che un blocco del numero dei letti rischierebbe di innescare una fuga verso i comuni limitrofi o verso le piattaforme di affitto breve, senza risolvere il nodo della sostenibilità. Gli hotel di Lucerna nel 2025 hanno registrato un tasso di occupazione del 69%: a suo avviso non vi è quindi un problema di capacità, ma di distribuzione. Il 61enne difende la strategia dell'ente turistico, che punta sulla qualità e su una migliore distribuzione dei flussi durante tutto l'anno piuttosto che su una crescita a oltranza.

